Nonostante le incertezze sulla domanda, ancora un trimestre positivo per il terziario nella provincia di Bergamo. L’andamento del fatturato interrompe il percorso di rallentamento in corso dalla seconda metà del 2022.
Il miglioramento, rileva la Camera di commercio, è evidente soprattutto nel commercio al dettaglio, dove la variazione su base annua accelera (+2,9%) e quella congiunturale torna in territorio positivo (+1%) dopo la flessione evidenziata nel secondo trimestre (-0,9%). Nei servizi l’incremento tendenziale del fatturato risulta invece in leggero ridimensionamento (+3,1%), ma la variazione su base trimestrale (+0,7%) conferma la velocità di crescita mostrata nel periodo marzo-giugno.
Anche sul fronte dei prezzi si registrano segnali distensivi per quanto riguarda il commercio al dettaglio, dove si erano concentrati i rincari più elevati: l’incremento passa infatti dal +3% al +1,7%, mentre nei servizi il ritmo di marcia dei listini rallenta solo marginalmente (dal +1,6% al +1,5%). In linea con i dati a consuntivo, le aspettative evidenziano un maggior ottimismo tra le imprese del commercio al dettaglio, mentre nei servizi il clima di fiducia risulta in peggioramento.
Le imprese dei servizi con almeno 3 addetti attive in bergamasca mettono a segno l’undicesima variazione tendenziale positiva consecutiva (+3,1%), con incrementi che dalla seconda metà del 2022 hanno visto una progressiva attenuazione. Il profilo delle variazioni congiunturali, ossia calcolate rispetto al trimestre precedente, mostra invece una velocità di crescita che dopo aver viaggiato sopra l’1% tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023 sembra ora essersi stabilizzata con incrementi prossimi al mezzo punto percentuale (+0,7% il dato del terzo trimestre). Si tratta di una dinamica allineata alla media regionale, dove si sono registrate variazioni tendenziale e congiunturale rispettivamente pari a +2,8% e +0,5%. Il numero indice provinciale, calcolato ponendo pari a 100 la media del 2010, raggiunge così quota 114,5, oltre venti punti sopra i livelli di fine 2019.
Nella media del 2023 i comparti che hanno spinto maggiormente la crescita sono stati i servizi alle persone e le attività di alloggio e ristorazione, che beneficiano ancora della ripresa post Covid, mentre il commercio all’ingrosso ha registrato un calo dopo il forte incremento del 2022. I servizi alle imprese, che costituiscono il settore più rilevante dal punto di vista dimensionale, hanno infine mostrato una crescita in linea con la media.
I prezzi risultano ancora in aumento nel terzo trimestre, con una variazione congiunturale del +1,5% che conferma sostanzialmente la velocità di marcia registrata nella rilevazione precedente. Si tratta di incrementi ancora significativi, anche se decisamente inferiori a quelli che caratterizzavano il 2022, e che potrebbero condizionare l’evoluzione della domanda.
Sul fronte occupazionale, la variazione del numero di addetti tra inizio e fine trimestre risulta pari a +0,1%: al netto degli effetti stagionali la tendenza rimane positiva, ma evidenzia un rallentamento rispetto all’andamento evidenziato nel corso dell’ultimo anno.
Le imprese orobiche del commercio al dettaglio con almeno 3 addetti hanno dichiarato una crescita media del fatturato su base annua pari al +2,9%, in lieve accelerazione rispetto al secondo trimestre (+2,5%); la variazione congiunturale fotografa ancora più chiaramente il miglioramento, archiviando un incremento del +1% dopo il calo evidenziato nella rilevazione scorsa (-0,9%). Una dinamica simile, sebbene meno accentuata, si registra anche in Lombardia, che mette a segno un aumento del +1,7% su base annua e del +0,5 rispetto al trimestre precedente. Il numero indice provinciale sale a quota 98,7, circa dieci punti sopra i livelli pre-Covid.
Un segnale importante giunge anche dal fronte dei prezzi, dove l’incremento trimestrale si attesta al +1,7%, un valore in netto rallentamento rispetto alle rilevazioni precedenti e che conferma il processo di rientro delle tensioni inflazionistiche, fattore essenziale per consentire la tenuta dei consumi.
Negativo il saldo occupazionale, che registra una variazione del numero di addetti tra inizio e fine trimestre pari a -0,8%: questo indicatore ha evidenziato notevoli oscillazioni nel corso degli ultimi anni, anche per via di effetti legati alla stagionalità, ma il trend di fondo si è mantenuto comunque positivo.
Commenta il presidente Carlo Mazzoleni: “La perdita di potere d’acquisto delle famiglie dovuta all’inflazione non si riflette nel fatturato del commercio alimentare, che rappresenta una spesa essenziale difficilmente comprimibile. Solo il rientro delle tensioni sui prezzi appena avviato determinerà effetti positivi sugli altri consumi. Sul fronte dei servizi, alloggio e ristorazione beneficiano ancora della ripresa post Covid e dell’anno di Bergamo Brescia Capitale della cultura italiana 2023”.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.