Resistenza alla privatizzazione di Poste Italiane, la battaglia di Bergamo

Cisl e comunità locale si mobilitano contro la ceduta di un servizio nazionale cruciale

La proposta di trasferire la proprietà di Poste Italiane a privati ha suscitato una netta disapprovazione da parte della Cisl, come riportato da Maurizio Scarpellini, segretario di Slp a livello provinciale in Bergamo.

Il sindacato che rappresenta i dipendenti di Poste Italiane si pone fermamente “a difesa della caratteristica distintiva di Poste Italiane, opponendosi categoricamente all’idea di cedere un’istituzione che rappresenta un punto di forza dell’economia e dei servizi nazionali.”

Maurizio Scarpellini, Segretario Generale di SLP a livello provinciale, sottolinea l’importanza cruciale che Poste Italiane riveste nella comunità locale, evidenziando come “la privatizzazione non solo metta a rischio il futuro di migliaia di lavoratori, ma sollevi preoccupazioni riguardo la continuità del servizio universale e del supporto sociale, specialmente nei comuni più piccoli, potenzialmente esacerbando il loro isolamento.”

Scarpellini rimarca: “Appena l’anno scorso, si è tenuto un importante evento a Roma, alla presenza del Presidente della Repubblica, per inaugurare il progetto Polis, che ha coinvolto 5000 sindaci. L’obiettivo era rafforzare gli uffici postali nelle località con meno di 15.000 residenti, promuovendo la coesione sociale e territoriale e contrastando il fenomeno dello spopolamento. E poi, a dicembre, la rivelazione inaspettata: il governo desidera privatizzare.

La SLP Cisl è fermamente contraria e si opporrà con tutti i mezzi a disposizione a questa decisione.” “Quasi la metà del territorio della provincia di Bergamo è montuoso, con comunità piccole e spesso isolate, difficilmente raggiungibili da altri servizi, come quelli che richiedono la connessione a banda larga per velocizzare comunicazioni e offerte di servizi alternativi”.

Scarpellini conclude: “Le forze sociali sono pronte a intraprendere qualsiasi azione necessaria per salvaguardare l’integrità aziendale, il suo scopo sociale e la protezione dei livelli occupazionali dei colleghi che per decenni hanno lavorato duramente, contribuendo a rendere Poste Italiane il baluardo nazionale che oggi rappresenta. Siamo determinati a mobilitare i circa 1400 lavoratori di Bergamo e le loro famiglie e cerchiamo il sostegno dell’intera comunità di Bergamo, inclusi sindaci, cittadini, pensionati, associazioni, istituzioni e forze politiche, per unirci e prevenire la realizzazione di questo nefasto piano.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Elio Speziale, 69 anni, è scomparso dopo un’escursione in Alta Val Seriana. Ritrovata la Vespa...
Bergamo, sei minorenni indagati per i disordini del 17 ottobre: avvisi di garanzia, perquisizioni, sei...
Bergamo, due cittadini pakistani irregolari sono stati rimpatriati dopo provvedimenti di espulsione. Uno era noto...
polizia di notte
Colpo notturno nel bar della struttura parrocchiale: i ladri hanno sfondato una porta blindata con...
Un cittadino chiede l'annullamento dell'intimazione di pagamento relativa a 28 cartelle esattoriali. La Giunta decide...
Francesco Beschi è cittadino onorario di Bergamo: il riconoscimento è stato conferito durante il Consiglio...

Altre notizie