Un caso complesso risalente al 2020 ha trovato la sua conclusione con il ritorno in Italia di un bambino sottratto alla madre e portato in Turchia dal padre. Il piccolo, figlio di un cittadino tedesco di origine turca e di una cittadina italiana della provincia di Reggio Emilia, era stato affidato in maniera esclusiva alla madre al termine di un procedimento giudiziario. Tuttavia, il padre aveva deciso di portarlo con sé in Turchia, da dove non aveva più fatto ritorno.
La scorsa settimana, un pronunciamento definitivo di un tribunale turco ha finalmente permesso alla madre e al bambino di salire su un volo per l’Italia, atterrando sabato scorso all’aeroporto di Orio al Serio.
Il ritorno del bambino è stato seguito con attenzione dalle autorità italiane sin dall’inizio. Il Consolato italiano a Smirne e l’Ambasciata d’Italia ad Ankara, in stretta collaborazione con l’Unità per la tutela degli italiani all’estero della Farnesina, hanno giocato un ruolo cruciale. Il rientro è stato reso possibile anche grazie al lavoro della Task Force Minori Contesi, presieduta dalla Farnesina con la partecipazione dei Ministeri dell’Interno e della Giustizia.
Il ministro Tajani ha espresso la sua gratitudine a tutti i funzionari coinvolti, sottolineando il “costante impegno del Governo italiano per la tutela dei nostri connazionali nel mondo”. Questa vicenda mette in luce l’importanza della cooperazione internazionale e del supporto governativo per risolvere situazioni delicate e complesse che coinvolgono cittadini italiani all’estero.
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