Giorgio Gori, ex sindaco di Bergamo, ha raggiunto un nuovo traguardo nella sua carriera politica. Durante la mattinata di martedì 23 luglio, è stato eletto vicepresidente della Commissione Itre (Industria, tecnologia, ricerca ed energia) al Parlamento Europeo, ricevendo 66 voti.
Elezione e commissioni
Gori, candidato dal gruppo Socialisti & Democratici, è stato scelto durante la prima seduta della Commissione Itre a Bruxelles. Accanto a lui, come vicepresidenti, ci sono Tsvetelina Penkova (S&D, Bulgaria), Elena Donazzan (Ecr, Italia) e Yvan Verougstraete (Renew, Belgio). Il presidente della commissione è Borys Budka (Ppe, Polonia).
Oltre alla sua posizione nella Commissione Itre, Gori è anche membro supplente della Commissione Affari Esteri (Afet). Questo doppio ruolo gli consente di avere una significativa influenza su questioni chiave riguardanti l’industria, la tecnologia, la ricerca, l’energia e gli affari esteri dell’Unione Europea.
Ruolo e responsabilità di Gori
Come vicepresidente della Commissione Itre, Gori avrà il compito di supportare il presidente Borys Budka e di collaborare con gli altri vicepresidenti per dirigere i lavori della commissione. La Itre è fondamentale nel plasmare le politiche europee in ambiti cruciali come l’innovazione tecnologica, la ricerca scientifica e lo sviluppo energetico sostenibile.
Impegno europeo
L’elezione di Gori rappresenta un riconoscimento del suo impegno e delle sue competenze. Durante il suo mandato, ci si aspetta che contribuisca attivamente a promuovere l’innovazione e la competitività industriale in Europa, oltre a sostenere politiche che favoriscano la ricerca e lo sviluppo tecnologico.
In sintesi, la nuova carica di Giorgio Gori al Parlamento Europeo segna un passo importante per l’ex sindaco di Bergamo, che ora ha l’opportunità di influenzare le politiche europee in settori strategici per il futuro del continente.
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