Nella provincia di Bergamo, circa 3.300 persone muoiono ogni anno a causa dei tumori, secondo i dati Istat relativi al periodo 2012-2021. Nonostante questo dato allarmante, ci sono segnali positivi grazie ai programmi di screening e alle cure avanzate che stanno riducendo il tasso di mortalità per alcuni tipi di cancro.
Carlo Tondini, direttore dell’Unità di Oncologia del “Papa Giovanni” e del Dipartimento interaziendale provinciale oncologico (Dipo), ha evidenziato un lieve aumento delle nuove diagnosi negli ultimi anni. Tra il 2020 e il 2023, in Italia sono stati registrati in media 395.000 nuovi casi di tumore all’anno, con un incremento di circa il 4% rispetto alla media precedente di 380.000 casi annui. Questo aumento è dovuto principalmente a due fattori: l’invecchiamento della popolazione e i ritardi diagnostici accumulati durante la pandemia da Covid-19.
Tondini ha spiegato che, durante la pandemia, molte diagnosi sono state ritardate, specialmente per le patologie a evoluzione più lenta, portando a un accumulo di casi. Tuttavia, ha sottolineato che non ci sono allarmi specifici legati a fattori ambientali, ma piuttosto una situazione correlata all’invecchiamento della popolazione. A Bergamo, i tumori più comuni rispecchiano quelli a livello nazionale: tumori della mammella tra le donne, colon-retto per entrambi i sessi, polmone prevalentemente tra gli uomini, prostata e vescica tra gli uomini.
Nel 2021, Bergamo ha registrato 556 decessi per tumore al polmone, 306 per il tumore del pancreas, 290 per i tumori del colon-retto, 235 per i tumori della mammella e 128 per i tumori della prostata. Il Servizio epidemiologico aziendale dell’Ats di Bergamo ha rilevato un calo generale della mortalità per cancro, attribuendo questo miglioramento agli screening e ai progressi terapeutici.
Il tasso di mortalità per il tumore della mammella è sceso dal 45% nel 1999 a meno del 30% tra il 2021 e il 2022. Per il tumore del colon-retto, il tasso è passato dal 35% nel 1999 a meno del 25% dal 2016. Questi miglioramenti sono dovuti alla diagnosi precoce grazie agli screening e ai progressi nelle terapie. La sopravvivenza a 5 anni per il tumore della mammella in Italia è dell’87%, una delle più alte in Europa.
La prevenzione gioca un ruolo cruciale nella lotta contro i tumori. La prevenzione primaria, che riguarda gli stili di vita sani, può ridurre il numero di casi di tumore, mentre la prevenzione secondaria, attraverso gli screening, consente diagnosi precoci che migliorano le prospettive di trattamento e sopravvivenza. Tondini ha sottolineato l’importanza di combattere il fumo, soprattutto tra gli adolescenti, e di promuovere una dieta equilibrata e l’attività fisica. Ha anche evidenziato che l’eccessivo consumo di carni processate è un problema maggiore rispetto al consumo di carne rossa.
In Bergamasca, le adesioni agli screening per il tumore della mammella e del colon-retto sono buone, ma occorre migliorare quelle per il pap test. Nonostante l’aumento delle diagnosi di tumore, cresce anche il numero di persone che vivono con o dopo la malattia, grazie ai progressi nelle cure. La mortalità da cancro sta diminuendo, indicando che sempre più pazienti riescono a sopravvivere alla malattia o a vivere più a lungo con essa.
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