Omicidio di Terno d’Isola: nuovi dettagli dall’interrogatorio di Moussa Sangare

La confessione di Moussa Sangare e le sue dichiarazioni disturbanti gettano ulteriore luce su una mente fredda e calcolatrice, che ha scelto di uccidere senza alcun motivo apparente, alimentata da fantasie oscure e premeditazione

moussa sangare

Emergono nuovi inquietanti dettagli sull’omicidio di Sharon Vernezi, avvenuto a Terno d’Isola. Moussa Sangare, il giovane accusato del delitto, ha confessato al giudice Raffaella Mascarino di aver inseguito e accoltellato Sharon dopo un primo tentativo di fuga da parte della ragazza. Secondo il racconto di Sangare, Sharon ha cercato di scappare dopo essere stata colpita al petto, insultandolo con le parole: “Sei un codardo, sei un bastardo”.

Il racconto del delitto

Durante l’interrogatorio di convalida, Sangare ha descritto con precisione i momenti che hanno preceduto e seguito l’omicidio. Dopo averla seguita e toccata sulla spalla, Sangare ha pronunciato una frase agghiacciante: “Scusa per quello che sta per accadere”. Sharon, sentendo le sue parole, ha tolto le cuffiette e cercato di difendersi, ma è stata colpita ripetutamente. Sangare ha rincorso la giovane fino a colpirla più volte alla schiena, prima di allontanarsi in bicicletta. Il giudice ha evidenziato come l’azione di Sangare fosse chiaramente premeditata. Sangare ha ammesso di aver scelto Sharon perché la considerava il bersaglio più vulnerabile rispetto agli uomini incontrati quella notte, che avrebbe solo rapinato. Il giovane ha inoltre rivelato di aver pianificato i suoi movimenti per evitare le telecamere di sicurezza, dimostrando una certa lucidità e consapevolezza. Dopo l’omicidio, Sangare si è allontanato cercando di evitare le telecamere. Ha attraversato campi isolati per non essere ripreso e, durante la fuga, ha perso il suo berretto di lana, tornando indietro per recuperarlo. Questo dettaglio, insieme alla decisione di gettare il coltello usato nell’aggressione, mostra come l’aggressore avesse calcolato ogni mossa. Sangare ha parlato anche della sua attrazione per i film polizieschi e gli omicidi, citando la pellicola “Upgrade” come fonte d’ispirazione per la sua azione. Ha descritto di aver avuto un “feeling” durante l’omicidio, che lo ha spinto a commettere il delitto senza un motivo preciso. Inoltre, nel suo portafoglio è stato trovato un foglio con annotazioni su un altro omicidio avvenuto nel 2021 a Concordia Sagittaria, che ha catturato la sua attenzione per la somiglianza con il suo soprannome, “Mosè”. Le dichiarazioni di Sangare lasciano emergere una personalità disturbata e un pericoloso interesse per la violenza, alimentato da film e notizie di cronaca nera. Il suo trasferimento al carcere di San Vittore è avvenuto per motivi di sicurezza, dopo che alcuni detenuti hanno tentato di aggredirlo a Bergamo.

Redazione

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