“Sono un po’ matto, e tu?”: un film per sensibilizzare sulla salute mentale

Proiezione gratuita del film al Cinema Capitol di Bergamo, con un dibattito sulla disabilità e la salute mentale, alla presenza della sindaca Elena Carnevali

Un film tra ironia e riflessione

Martedì 8 ottobre alle 20, presso il Cinema Capitol di via Tasso a Bergamo, è in calendario la proiezione di “Sono un po’ matto… e tu?”, un film prodotto dal Teatro Patologico e diretto da Dario D’Ambrai. Il lungometraggio, di produzione indipendente, vede protagonisti attori con disabilità che, con ironia e sincerità, aiutano a “curare” la follia di celebri attori italiani come Raoul Bova, Claudia Gerini e Claudio Santamaria. La pellicola affronta con leggerezza e profondità il tema delle ansie, paure e manie, offrendo uno spunto di riflessione sulla salute mentale.

Evento gratuito al Cinema Capitol

L’ingresso per la proiezione di questo film è gratuito e aperto a tutti. L’evento è organizzato dal Comune di Bergamo e dall’ASST Papa Giovanni XXIII, con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sul tema della disabilità e della salute mentale. Il film ha già fatto tappa in diverse città italiane, raccogliendo consenso e attenzione per la sua capacità di trattare argomenti complessi con un approccio delicato e inclusivo.

Dibattito e riflessione sulla salute mentale

Al termine della proiezione, un momento di riflessione guidato dalle autorità cittadine. La sindaca Elena Carnevali, insieme all’assessore alle Politiche Sociali Marcella Messina e al direttore sociosanitario dell’ospedale Papa Giovanni Simonetta Cesa, è chiamata a discutere dei temi affrontati nel film, ponendo l’accento sull’importanza della salute mentale e del supporto a chi vive con disabilità. Questo dialogo intende promuovere una maggiore consapevolezza e comprensione verso chi affronta queste sfide quotidianamente.

Un progetto inclusivo

Il Teatro Patologico, realtà che da anni lavora nell’ambito della disabilità e del teatro, ha realizzato questo film per dimostrare il potere inclusivo dell’arte e della recitazione. Gli attori con disabilità sono i veri protagonisti, capaci di affrontare con autenticità temi delicati, dimostrando come il teatro possa essere uno strumento di cura e riflessione per tutti.

 

Redazione

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