Il raduno intersezionale di Alpinismo Giovanile, organizzato dalle sezioni e sottosezioni del CAI di Bergamo, si è svolto domenica 13 ottobre sul Monte Farno, a Gandino. L’evento, aperto anche alle sezioni CAI di altre province lombarde, ha riunito giovani appassionati della montagna, accompagnatori e volontari, con l’obiettivo di condividere una giornata all’insegna del motto dell’Alpinismo Giovanile: “Imparare Facendo”.
Un raduno per fasce per apprendere l’alpinismo
Durante la giornata, i partecipanti, suddivisi per fasce d’età, hanno potuto sperimentare diverse attività all’aperto, tutte pensate per avvicinarli al mondo della montagna in modo coinvolgente. Sono state organizzate quattro attività principali: arrampicata in parete, gioco di squadra, gioco in movimento e orienteering. In particolare, grazie alla collaborazione con il Soccorso Alpino e Speleologico, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di assistere a una simulazione di soccorso alpino con barella e Unità Cinofila, un’esperienza che ha permesso loro di comprendere l’importanza della sicurezza in montagna.
Alpinismo e arcieri
Tra le attività più apprezzate c’è stata anche quella organizzata dalla Compagnia Arcieri Valgandino, che ha allestito una postazione di tiro con l’arco, dando ai giovani la possibilità di cimentarsi in questa disciplina sportiva. Parallelamente, la Commissione Escursionismo del CAI ha organizzato una gita guidata per i genitori dei ragazzi presenti, permettendo loro di esplorare i sentieri del Monte Farno mentre i figli partecipavano alle attività.
Il patrocinio del Comune
La giornata si è conclusa con un momento conviviale presso il piazzale della ex Colonia delle Orsoline, dove tutti i partecipanti si sono ritrovati per salutarsi e condividere le esperienze vissute. L’evento è stato reso possibile anche grazie al patrocinio e al supporto logistico del Comune di Gandino, che ha collaborato alla buona riuscita dell’iniziativa.
CAI, la montagna che unisce
Gli organizzatori hanno voluto sottolineare l’importanza del messaggio trasmesso durante il raduno: “Ciò che si è voluto trasmettere ai ragazzi che hanno partecipato al raduno è la magia del cammino insieme come comunità: più di cento tra bambini e ragazzi dai 5 ai 17 anni, guidati dagli accompagnatori, in una sola giornata hanno sperimentato e condiviso la fatica, la gioia, la stanchezza, il divertimento, supportandosi a vicenda come gruppo; perché la montagna fa proprio questo: unisce”.
Giovani escursionisti crescono
Inoltre, hanno aggiunto che questo tipo di eventi permette ai giovani escursionisti di “imparare, attraverso il gioco, la bellezza di trascorrere insieme un tempo di qualità, ponendo l’accento sulla grande importanza del coltivare le relazioni e crearne di nuove, indipendentemente da provenienza o età”. Il raduno ha dimostrato ancora una volta come la montagna possa essere un luogo di crescita personale e di sviluppo delle relazioni, offrendo ai partecipanti momenti di divertimento e libertà sotto la guida della comunità del Club Alpino Italiano.

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