Il Comune di Bergamo si prepara ad affrontare una significativa riduzione delle risorse per le spese correnti, con un taglio di 1,3 milioni di euro annui previsto tra il 2024 e il 2025. Complessivamente, questo ammontare raggiungerà i 6,2 milioni di euro entro il 2029, come risultato delle misure delineate nella legge di bilancio. La Giunta Carnevali si trova a dover fronteggiare il difficile compito di quadratura del Bilancio di previsione 2025, il cui varo slitterà a gennaio.
Crescono i costi per il Comune
Il vicesindaco con delega al Bilancio, Sergio Gandi, ha spiegato che i crescenti bisogni dei cittadini e l’aumento dei costi di gestione gravano pesantemente sull’amministrazione locale. L’inflazione e il rinnovo dei contratti nazionali per il personale, che riguardano sia i dipendenti comunali sia quelli delle cooperative, stanno facendo lievitare le spese. Inoltre, il Comune ha deciso di investire sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), il che comporta maggiori necessità di risorse per nuovi servizi, come la gestione di un numero più alto di bambini negli asili nido.
Particolare attenzione è stata posta su due aree critiche: l’assistenza scolastica per alunni fragili, che richiede ulteriori 750mila euro per il 2025, e il sostegno ai minori stranieri non accompagnati. Anche i mutui accesi per la manutenzione del reticolo idrico, necessari per fronteggiare le emergenze climatiche, rappresentano una voce di spesa significativa.
Le richieste di maggiore autonomia fiscale
La Giunta ha espresso il proprio sostegno alle proposte avanzate dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci). Tra queste, la possibilità di ottenere maggiore flessibilità nell’utilizzo delle risorse disponibili. Ad esempio, si chiede di poter destinare l’avanzo di bilancio alle spese fisse, come il diritto allo studio, e di utilizzare il Fondo crediti di dubbia esigibilità (Fcde), al momento bloccato nonostante la sua capienza.
Un altro punto critico è l’assenza di autonomia fiscale. Gandi sottolinea che le entrate comunali non possono essere ampliate: «L’addizionale Irpef a Bergamo è già al massimo consentito, lo 0,8%». Tuttavia, se fosse possibile aumentarla anche di un ulteriore 0,1%, ciò garantirebbe 2,5 milioni di euro annui in più, consentendo una gestione più equa basata sul reddito dei cittadini.
Spending review e possibili rincari
Per far fronte a questa situazione, il Comune prevede una spending review nei vari settori. È in corso una verifica tra gli assessorati per individuare possibili razionalizzazioni delle spese, come la gestione dell’illuminazione pubblica e i servizi non essenziali. Parallelamente, si stanno valutando misure sul lato delle entrate. Una delle ipotesi è l’aumento delle tariffe per la sosta nelle strisce blu, una decisione che potrebbe garantire risorse aggiuntive ma che richiede un’attenta analisi dei pro e dei contro.
Le sfide per il futuro
Il Consiglio comunale, durante una seduta, ha approvato un ordine del giorno del Partito Democratico per sollecitare i parlamentari bergamaschi a portare avanti le richieste di revisione dei tagli a livello nazionale. Gandi ha ribadito che il tema non è di carattere politico: «Non è una questione di destra, centro o sinistra, ma riguarda la sopravvivenza stessa dei Comuni».
La situazione economica richiede sacrifici, ma l’obiettivo è preservare i servizi essenziali per le fasce più deboli. Il Comune di Bergamo auspica che il governo accolga almeno in parte le proposte, permettendo una gestione più sostenibile delle risorse locali.
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