Dati allarmanti e tasso di affollamento record
Il carcere di Bergamo registra il numero più alto di detenuti degli ultimi 15 anni, con 583 reclusi a fronte di una capienza regolamentare di 319 posti, portando il tasso di affollamento al 182,8%. Secondo i dati del Ministero della Giustizia, la situazione ha visto un peggioramento costante: alla fine del 2023 si contavano 562 detenuti, mentre nel 2019 erano 486. L’organico della polizia penitenziaria, previsto per 243 unità, si ferma a 170 effettivi, evidenziando gravi carenze anche tra il personale.
Visita della Commissione carceri regionale
La delegazione del Consiglio regionale lombardo, guidata dalla presidente Alessia Villa, ha visitato la struttura venerdì 6 dicembre per confrontarsi con il direttore Antonina D’Onofrio, la comandante Letizia Tognali e gli operatori. Durante il sopralluogo, i consiglieri hanno analizzato le condizioni delle celle, i laboratori e i reparti, raccogliendo testimonianze dirette sulle difficoltà affrontate quotidianamente.
Alessia Villa ha sottolineato l’importanza della formazione e del reinserimento lavorativo: “Stiamo lavorando a un protocollo regionale che coinvolga amministrazione penitenziaria, enti locali e associazioni imprenditoriali per incentivare l’inserimento lavorativo. I dati dimostrano che i detenuti con esperienze lavorative hanno un tasso di recidiva del 2%, contro il 70% di chi non lavora”.
Attualmente, solo 18 detenuti beneficiano dell’articolo 21, che consente il lavoro esterno, un numero considerato troppo basso. Villa ha ribadito l’urgenza di ampliare queste opportunità per ridurre il sovraffollamento e favorire il reintegro sociale.
Focus sui “giovani adulti” e criticità emergenti
Tra i 583 detenuti, emergono diverse problematiche:
- Giovani adulti (18-24 anni): 46 reclusi rientrano in questa fascia d’età, che presenta specifiche difficoltà.
- Dipendenze: Circa 300 detenuti lottano con problemi di abuso di sostanze.
- Donne: Sono 37 le recluse presenti nella struttura.
Sul fronte formativo, 284 detenuti frequentano corsi del Cpia (istruzione per adulti), mentre altri sono iscritti a istituti professionali e universitari. La formazione rappresenta una risorsa cruciale per garantire un futuro lontano dal crimine.
Le dichiarazioni dei consiglieri e le possibili soluzioni
La visita ha permesso di evidenziare priorità urgenti:
- Condizioni igienico-sanitarie: Michele Schiavi (Fratelli d’Italia) ha sottolineato la necessità di interventi sui bagni e le docce delle celle, con fondi già stanziati per i lavori.
- Inserimento lavorativo: È essenziale coinvolgere il mondo imprenditoriale e creare sinergie con i Comuni per aumentare le opportunità lavorative.
- Supporto al personale: Davide Casati e Jacopo Scandella (Partito Democratico) hanno richiesto un rafforzamento dell’organico, il miglioramento dei turni e un maggiore focus sulla salute mentale, evidenziando la collaborazione con l’Asst Papa Giovanni XXIII.
Anche la caserma interna per la polizia penitenziaria necessita di interventi strutturali, una questione che verrà portata ai rappresentanti del governo.
Formazione e lavoro in carcere: nuove chances?
La crisi del carcere di Bergamo è il simbolo di un problema nazionale che richiede interventi strutturali e un cambio di paradigma. Formazione, lavoro e migliori condizioni di vita per detenuti e personale possono rappresentare la chiave per affrontare le sfide del sistema penitenziario.
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