Casco obbligatorio, ma pochi lo usano
Da sabato 15 dicembre sono in vigore le nuove disposizioni per i monopattini elettrici previste dal Codice della strada, tra cui spicca l’obbligo di indossare il casco. Nonostante questo, pochi utenti sembrano esserne a conoscenza.
Secondo la normativa, il casco deve rispettare gli standard Uni En 1078 e Uni En 1080, gli stessi per biciclette e skateboard. Oltre al casco, i monopattini devono avere freni, luci anteriori e posteriori, frecce, clacson, doppio sistema frenante, regolatore di velocità e un motore non superiore ai 500 Watt. La mancanza di casco può comportare una multa tra 50 e 250 euro, ma nel primo giorno di applicazione non sono stati effettuati controlli rigidi.
Tolleranza nel primo giorno di applicazione
A Bergamo, sabato si è adottato un approccio basato sull’informazione piuttosto che sulle sanzioni. La polizia locale, impegnata in altri servizi per la gestione della massiccia presenza di utenti sul Sentierone, ha scelto di sensibilizzare i cittadini sulle nuove regole. «Come per altre modifiche al Codice della strada, ci sarà un periodo di tolleranza non scritto, utile a permettere agli utenti di adeguarsi», ha spiegato la comandante Monica Porta.
La comandante ha sottolineato che il personale è stato aggiornato sulle novità normative e che nei prossimi giorni si procederà con ulteriori approfondimenti per monitorare le criticità che potrebbero emergere.
Le criticità per le società di noleggio
Le società di sharing attive a Bergamo – la Bit Mobility Srl e la Lime Technology Srl, che mettono a disposizione quasi mille monopattini – si trovano a dover adeguare i mezzi alle nuove disposizioni. Tuttavia, non mancano le preoccupazioni per l’introduzione dell’obbligo del casco. «Non possiamo fornire i caschi agli utenti, il rischio di furti è troppo elevato», hanno spiegato i vertici delle due società .
Le aziende temono che l’obbligo del casco possa scoraggiare l’utilizzo dei monopattini, con conseguenze negative sull’intero settore. Secondo Michele Francione, direttore operativo di Bit Mobility, anche la norma sulla targa presenta delle contraddizioni: «L’Unione europea ha stabilito che i mezzi con velocità inferiore ai 25 chilometri orari non necessitano di targa, ma questa indicazione non è stata recepita dal Codice della strada italiano». Francione ha però chiarito che i mezzi in sharing sono già provvisti di assicurazione, come richiesto dai bandi comunali.
Un periodo di transizione per le nuove regole
Altre novità , come l’obbligo di una targa identificativa adesiva e non rimovibile, attendono ancora i decreti ministeriali di attuazione per essere operative. Nel frattempo, gli utenti si stanno adattando gradualmente. Le prime impressioni, raccolte tra i pochi utilizzatori visti ieri in giro, confermano che molti non erano ancora a conoscenza delle nuove regole.
Complice il freddo, i monopattini avvistati in città erano pochi e condotti senza casco, sia alla Malpensata che a Colognola.
Nuove norme per la sicurezza, ma dubbi sull’impatto
La mini riforma del Codice della strada punta a migliorare la sicurezza stradale, ma il rischio è che l’introduzione di regole più rigide finisca per penalizzare l’uso dei monopattini elettrici. La comandante Porta ha ribadito che si tratta di un riordino normativo ancora in evoluzione e che molti aspetti saranno chiariti dai decreti attuativi nei prossimi mesi.
Nel frattempo, il Comune di Bergamo e le forze dell’ordine continuano a sensibilizzare i cittadini su questi importanti cambiamenti, nella speranza che un utilizzo più sicuro dei mezzi elettrici possa migliorare la convivenza tra mobilità sostenibile e sicurezza urbana.
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