Omicidio di via Tiraboschi, Djiram interrogato in carcere: «Ho distrutto due vite»

Sadate Djiram, accusato di aver ucciso Mamadi Tunkara, ha confermato le dichiarazioni precedenti durante l’interrogatorio dal gip. Resta il movente della gelosia, ma l’omicidio non sarebbe stato premeditato

Martedì 7 gennaio, nel carcere di via Gleno a Bergamo, Sadate Djiram, 28 anni, originario del Togo, è stato interrogato dal gip Stefano Storto. Djiram è accusato di aver ucciso venerdì scorso Mamadi Tunkara, 36enne gambiano, con cui aveva avuto un confronto acceso nel passaggio Pierantonio Cividini, vicino al Carrefour di via Tiraboschi dove la vittima lavorava come addetto alla vigilanza.

Le dichiarazioni dell’interrogato

Djiram ha rilasciato dichiarazioni spontanee, confermando quanto detto in precedenza: “Sono dispiaciuto per la famiglia di Mamadi, so di aver distrutto due vite,” ha dichiarato, come riportato dal suo legale, Micaela Viscardi.

L’accusato ha ribadito che l’omicidio non era premeditato, spiegando di portare con sé il coltello da 27 centimetri per difesa personale, dato che negli ultimi tempi viveva per strada. “Il movente resta legato alla gelosia,” ha spiegato l’avvocato. Djiram sospettava che la sua ex compagna, con cui aveva avuto una relazione dall’estate del 2024, lo avesse lasciato per Mamadi Tunkara. Tuttavia, questa ipotesi non ha trovato conferme: né la donna né il fratello della vittima, Alieu Tunkara, hanno confermato un legame sentimentale tra Mamadi e la donna.

La ricostruzione dell’aggressione

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il confronto tra Djiram e Tunkara è avvenuto venerdì pomeriggio nel passaggio Pierantonio Cividini. L’aggressore avrebbe accusato la vittima di avere una relazione con la sua ex, e davanti alla difesa di Mamadi, avrebbe reagito con insulti e spintoni, estraendo il coltello e colpendo la vittima con cinque fendenti.

L’autopsia sul corpo della vittima

In contemporanea con l’interrogatorio, è stata eseguita l’autopsia sul corpo di Mamadi Tunkara presso l’obitorio dell’ospedale Papa Giovanni XXIII. L’esame stabilirà quante coltellate sono state inferte e quali sono state letali. Dai primi rilievi della polizia scientifica, si parla di cinque colpi, che avrebbero causato la morte immediata della vittima.

 

Redazione

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