Un faccia a faccia con il prefetto di Bergamo, il dottor Giuseppe Forlenza, per esprimere la netta contrarietà all’ampliamento dell’aeroporto di Orio al Serio e chiedere trasparenza sui dati ambientali. L’incontro, avvenuto su richiesta dell’onorevole Devis Dori (Alleanza Verdi e Sinistra) e di Alessandro Canducci (Europa Verde Bergamo), ha visto la partecipazione anche di rappresentanti dei cittadini delle aree più colpite dall’inquinamento acustico e atmosferico generato dal traffico aereo.
Le richieste dei cittadini: trasparenza e monitoraggio in tempo reale
Durante il confronto, i rappresentanti hanno sollevato due questioni chiave:
- L’indagine epidemiologica condotta da ATS, che avrebbe dovuto valutare gli effetti dell’aeroporto sulla salute pubblica. “A che punto siamo? Quali parametri vengono utilizzati? Quando verranno pubblicati i risultati?”, ha chiesto Dori, sottolineando l’assenza di aggiornamenti ufficiali.
- Il monitoraggio del rumore, attualmente basato su medie periodiche invece che su rilevazioni in tempo reale. “L’aeroporto di Bologna fornisce già questi dati in tempo reale. Perché Sacbo non vuole fare lo stesso a Orio?”, ha aggiunto Dori.
La proposta: spostare il traffico aereo su Montichiari
Un’altra richiesta avanzata riguarda la possibilità di trasferire parte del traffico aereo sull’aeroporto di Montichiari, per ridurre l’impatto su Bergamo e sui comuni limitrofi. Secondo i presenti, la salute dei cittadini dovrebbe avere priorità rispetto al profitto, senza però negare l’importanza economica dello scalo.
La posizione del prefetto e le preoccupazioni dei cittadini
I rappresentanti dei comitati locali, tra cui Maria Carla Bugada, Elena Zoppetti e Giuseppe Salvetti, hanno apprezzato la disponibilità del prefetto all’ascolto, ma hanno ribadito la necessità di una maggiore trasparenza nella gestione delle criticità ambientali. “Abbiamo portato dati concreti che dimostrano l’impatto dell’aeroporto sulla qualità della vita. Temiamo che il ritardo nell’indagine epidemiologica serva a evitare di certificare scientificamente il problema”, hanno dichiarato.
Il confronto ha evidenziato la necessità di un intervento politico regionale per trovare soluzioni concrete. I cittadini, dopo vent’anni di proteste, chiedono finalmente azioni concrete per migliorare la vivibilità della città.
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