L’inflazione continua a incidere sulle finanze delle famiglie italiane, con città e regioni che registrano aumenti significativi del costo della vita. Secondo i dati diffusi dall’Unione Nazionale Consumatori, Bergamo si colloca al nono posto tra le città italiane più care nel 2024, con un’inflazione tendenziale del +2,2% che si traduce in 615 euro di spesa aggiuntiva annua per una famiglia media.
La classifica prende in considerazione tutte le città italiane, non solo i capoluoghi di regione o i comuni con oltre 150 mila abitanti, e fotografa l’impatto reale dell’aumento dei prezzi sulla spesa quotidiana.
In testa alla graduatoria nazionale c’è Bolzano, dove, nonostante un’inflazione “solo” del +2,7% (la terza più alta del Paese), il rincaro medio per famiglia raggiunge i 782 euro annui, il dato più alto in Italia. A seguire Siena (+3%, +765 euro) e Padova (+2,9%, +745 euro) che completano il podio. Le altre città nella top ten sono Belluno, Imperia, Trento, Siracusa, Ferrara e Trieste.
Bergamo si distingue per una crescita dei prezzi significativa, che si avvicina a quella di grandi città del Nord e di realtà territoriali con un’inflazione simile. Con una spesa aggiuntiva superiore ai 600 euro l’anno, il capoluogo orobico conferma la sua presenza tra le aree italiane dove l’aumento del costo della vita pesa di più sul bilancio familiare.
Sul versante opposto, Catanzaro è la città dove il costo della vita è cresciuto meno: l’inflazione del +1,6% ha comportato un aggravio di “soli” 283 euro su base annua. Seguono Brindisi (+1,5%, +285 euro) e Caserta (+1,4%, +299 euro). Tra le città più virtuose figurano anche Firenze e Forlì-Cesena (entrambe con +1,2% di inflazione), Trapani, Novara, Livorno e Cosenza.
Anche la classifica delle regioni riflette lo stesso scenario disomogeneo. Il Trentino-Alto Adige risulta la regione più costosa, con un’inflazione media del +2,4% e una spesa extra annua per famiglia di 682 euro. Seguono Veneto (+2,2%, +548 euro) e Liguria (+2,2%, +513 euro). La Calabria è invece la regione più economica, con un’inflazione al 2% e una spesa media in più di 339 euro.
I dati pubblicati dall’Unione Nazionale Consumatori evidenziano come il rincaro del costo della vita stia colpendo in modo differenziato il territorio italiano, con differenze marcate anche tra province limitrofe. Per le famiglie, l’impatto dell’inflazione si traduce concretamente in una maggiore difficoltà nella gestione del bilancio quotidiano, soprattutto nelle città più colpite come Bergamo.
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