Bergamo dice no al termovalorizzatore: il Comune aderisce alla protesta del 17 maggio

Palazzo Frizzoni prende ufficialmente posizione contro l’impianto della Montello e parteciperà alla manifestazione in piazza Vittorio Veneto con decine di altri Comuni

Bergamo si unisce al fronte del “no” contro l’impianto

Dopo oltre un anno di silenzio istituzionale, anche Bergamo si schiera contro il termovalorizzatore della Montello. L’Amministrazione comunale annuncia la propria adesione alla manifestazione pubblica che si tiene sabato 17 maggio, alle ore 15, in piazza Vittorio Veneto, accanto a quasi cinquanta Comuni già mobilitati da tempo. Il capoluogo, fino ad oggi considerato il grande assente nel dibattito, compie un passo formale e politico, affiancandosi al fronte crescente di enti locali contrari all’opera.

Una scelta coerente con la missione climatica europea

“Abbiamo accettato la sfida Bergamo 2030, per raggiungere la neutralità climatica”, spiega Oriana Ruzzini, assessora all’Ambiente, al Verde e alla Transizione ecologica del Comune di Bergamo.
“È assurdo però dare il massimo, e devo dire ottenere anche bei risultati, nei confini del proprio territorio e poi non dire nulla mentre a un palmo dal naso viene costruita un’opera simile, tanto impattante a livello ambientale e paesaggistico. Per questo abbiamo sentito il dovere e preso la decisione di esporci come capoluogo”.

Una presa di posizione che vuole essere in linea con gli impegni assunti nell’ambito della Missione UE per le città climaticamente neutre entro il 2030, cui Bergamo aderisce insieme ad altre sette città italiane e cento europee.

La partecipazione alla manifestazione del 17 maggio

Sabato 17 maggio sarà quindi un momento simbolico e concreto: la presenza del Comune di Bergamo in piazza Vittorio Veneto rappresenta un segnale forte di solidarietà territoriale e di impegno ambientale condiviso. La partecipazione dell’assessora Ruzzini è già confermata, mentre il sindaco Elena Carnevali “deciderà in base all’agenda che è molto fitta”. La protesta è organizzata dai Comuni direttamente coinvolti dall’impatto dell’impianto richiesto dall’azienda Montello e vede crescere costantemente il numero delle adesioni istituzionali.

Un’opera contestata da un intero territorio

Il termovalorizzatore di Montello, già oggetto di lettere, osservazioni tecniche e prese di posizione da parte di decine di amministrazioni, viene considerato un progetto fortemente critico dal punto di vista ambientale. Non è solo un tema locale, ma una questione che coinvolge l’intero territorio in termini di inquinamento atmosferico, consumo di suolo, impatto paesaggistico e salute pubblica.

“Siamo convinti che su questioni importanti come l’inquinamento e la salute del nostro territorio, ma anche del pianeta in generale, sia fondamentale creare un fronte compatto”, ribadisce Ruzzini. “Il termovalorizzatore della Montello pone delle criticità non a un singolo comune, ma a un intero territorio”.

Redazione

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