Omicidio Claris: le versioni non concordano, “De Simone aggredito”

Dopo la morte di Riccardo Claris, avvenuta a Bergamo durante una discussione, le testimonianze contrastano, e le indagini cercano di far luce sulle dinamiche che hanno portato al tragico epilogo

Claris, le versioni discordanti dei testimoni 

Il 26enne Riccardo Claris è stato ucciso nella notte tra sabato 3 e domenica 4 maggio a Bergamo, in via dei Ghirardelli, e le circostanze che hanno portato alla sua morte sono ancora oggetto di indagini. Le versioni degli eventi raccontate dai due gruppi coinvolti nella vicenda sono profondamente divergenti, alimentando il mistero su quanto realmente accaduto. Da un lato, amici e conoscenti della vittima sostengono che il gruppo di Claris avrebbe semplicemente cercato di chiarire una discussione avvenuta poco prima, mentre dall’altro, i giovani del gruppo di Jacopo De Simone parlano di paura e di un inseguimento che li avrebbe spinti a difendersi.

Il momento cruciale: l’azione difensiva o la provocazione?

Il punto centrale della ricostruzione della vicenda riguarda il comportamento di Jacopo De Simone, il 18enne che ha inferto il colpo mortale. In un interrogatorio di convalida dell’arresto, De Simone ha sostenuto di aver agito per difendere se stesso e la sua famiglia. Secondo la sua versione, il gruppo di Claris li avrebbe inseguiti, suscitando in lui una reazione di paura. La madre di De Simone era scesa in strada per cercare di placare gli animi e per individuare il gemello del giovane, rimasto indietro con la fidanzata. Inoltre, De Simone ha affermato di aver visto Claris avvicinarsi minacciosamente a lui, e di aver reagito per legittima difesa.

Tuttavia, la versione riferita dagli amici e dai conoscenti di Claris, racconta una situazione completamente diversa. Secondo loro, il gruppo di Claris non aveva mai avuto l’intenzione di scatenare una rissa, ma semplicemente di chiarire una discussione avvenuta poco prima, senza alcuna intenzione di attaccare. La verità su chi abbia iniziato l’alterco e sulla natura dell’interazione tra i due gruppi sarà fondamentale per la risoluzione del caso.

La dinamica del colpo mortale: autopsia in corso

Un altro elemento chiave per comprendere le circostanze della morte di Claris riguarda la posizione in cui è stato colpito. Secondo le informazioni fornite dalle autorità, il colpo mortale è stato inferto alla schiena di Riccardo, ma si attende l’autopsia per avere conferme definitive su come e quando sia stato inflitto il colpo. L’esito di questo esame potrebbe chiarire se si trattasse davvero di un gesto di legittima difesa, come sostenuto da De Simone, o se la situazione fosse stata diversa da come lui l’ha descritta.

La versione dei testimoni: un accerchiamento o una semplice discussione?

Nel corso delle indagini, emergono diversi racconti contrastanti sui momenti precedenti l’aggressione fatale. Secondo il racconto del migliore amico di De Simone, il gruppo di Claris sarebbe uscito dalla casa del giovane, e un gruppo di almeno dieci persone, tra cui Claris e i suoi amici, avrebbe accerchiato i giovani di De Simone. Un testimone ha raccontato di aver ricevuto una telefonata in cui gli veniva riferito che il ragazzo era già a terra, con altre persone che brandivano cinture e bastoni, cercando qualcuno da colpire. D’altro canto, gli amici di Claris hanno sostenuto che il gruppo non stesse cercando un confronto fisico, ma semplicemente volesse chiarire un malinteso.

Nessun legame con il tifo: la difesa della famiglia De Simone

Un altro aspetto che ha destato preoccupazione riguarda la possibile connessione con il mondo del tifo calcistico. La famiglia di De Simone ha voluto chiarire subito che l’episodio non aveva alcun legame con gli ultras o con il mondo dello sport. L’avvocato della difesa ha puntualizzato che De Simone non frequentava gli stadi da quando era bambino, e che non aveva alcun coinvolgimento con la curva dell’Inter. Anche lo zio di Riccardo Claris ha sottolineato che la morte del nipote non era in alcun modo legata a motivi calcistici, nonostante il legame di Claris con l’Atalanta fosse ben noto.

Redazione

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