A partire dal 26 maggio, il Centro di recapito di via Buttaro a Bergamo subirà una significativa riduzione del personale addetto al recapito della corrispondenza. Poste Italiane ha annunciato che il numero dei portalettere passerà da 47 a 33 unità, una decisione che avrà ripercussioni anche su diversi comuni dell’hinterland, tra cui Orio al Serio, Grassobbio, Azzano, Ponteranica, Sorisole, Torre Boldone, Ranica e Villa di Serio.
Rimodulazione del servizio: meno posta, più pacchi
La decisione di Poste Italiane viene presentata come una rimodulazione organizzativa, in linea con le mutate esigenze del mercato:
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La consegna della posta tradizionale è in calo, mentre aumenta il volume di pacchi e prodotti prioritari, che ora richiedono tracciatura elettronica tramite palmare.
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I 14 portalettere in esubero non saranno licenziati, ma reindirizzati verso altre mansioni, tra cui la consegna dei pacchi o l’assunzione di zone attualmente scoperte.
Sindacati in allarme: «Maggiori carichi di lavoro, rischi per il servizio»
Per i sindacati, la riduzione del personale avrà effetti negativi sulla qualità del servizio e sulle condizioni di lavoro dei portalettere. «Serve una discussione seria sulle prospettive del recapito postale e sul rispetto dei diritti dei lavoratori», ha dichiarato Esposito dopo l’ultimo incontro con l’azienda del 15 maggio.
Federconsumatori: «A rischio la puntualità delle consegne»
Anche Federconsumatori Bergamo ha espresso preoccupazione per le possibili ricadute del taglio sul servizio di consegna della corrispondenza. Christian Perria, presidente di Federconsumatori Bergamo, ha dichiarato: «La riduzione del personale rischia di compromettere la puntualità delle consegne, soprattutto per chi riceve ancora bollette, raccomandate o comunicazioni importanti su carta». Perria ha sottolineato l’importanza di mantenere un servizio efficiente, evitando che a pagare il prezzo della riorganizzazione siano lavoratori e cittadini.
Poste Italiane: «Servizio garantito, nessun taglio»
Da parte sua, Poste Italiane respinge l’ipotesi di un taglio del servizio pubblico e sottolinea che la riorganizzazione è dettata dalla crescita del settore pacchi e dal calo della corrispondenza cartacea.
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