Sabato 25 maggio l’ordinazione di quattro nuovi preti
Alle ore 16 di sabato 25 maggio, nella Cattedrale di Bergamo, il Vescovo Francesco Beschi conferisce l’ordinazione sacerdotale a quattro nuovi presbiteri: Don Lorenzo Cattaneo (di Gorle), Don Francesco Colombi (di Bossico), Don Maichol Gherardi (di Serina) e Padre Christ Noukoudjo, appartenente alla Comunità dei Padri Camilliani. La celebrazione sarà trasmessa in diretta su BergamoTV e sul portale ufficiale della diocesi.
“Benedetti i tre giovani che il 25 maggio ordinerò per la Diocesi, per la Chiesa, per il mondo, insieme a un consacrato della comunità dei Padri Camilliani, dedicata particolarmente ai malati e agli anziani. Il sacerdote non è colui che domina la vita, ma colui che si mette con umiltà al servizio della vita, della vita completa, della vita di ogni persona umana, della vita in tutte le sue dimensioni”, dichiara il Vescovo Francesco, legando la cerimonia a un ricordo personale: la sua ordinazione sacerdotale avvenuta esattamente 50 anni fa, in un altro anno giubilare.
Vocazioni che nascono dalla fede e dal servizio alla comunità
La loro decisione di farsi sacerdoti non nasce dall’improvvisazione, né da entusiasmo momentaneo, ma da un lungo percorso di discernimento. È una scelta che sfida i tempi, apparentemente meno inclini a comprendere valori come dono, rinuncia e dedizione agli altri. Tuttavia, in chi fa questa scelta maturano consapevolezze profonde, impossibili da cogliere a uno sguardo esterno. Il loro cammino racconta una Chiesa viva, capace ancora di generare testimoni di speranza e presenze luminose nel quotidiano.
“Il mio calice trabocca”: il senso della vocazione
I quattro nuovi sacerdoti condividono una citazione del Salmo 22 per segnare il loro ingresso nel ministero: “Il mio calice trabocca”. Un’immagine potente che racconta una vita colma di grazia, di incontri, di amore gratuito. Essi sanno di non essere figure eccezionali, ma parte del gregge che cammina alla sequela del Vangelo, resi capaci di donarsi solo nella misura in cui riconoscono che un altro è il vero Pastore.
La luce della fede passa per i gesti della quotidianità
C’è bisogno oggi, nelle nostre parrocchie e comunità, di uomini che rendano visibile l’invisibile. Di giovani preti “pieni di Spirito”, capaci di illuminare la vita degli altri attraverso l’ascolto, la misericordia, la dedizione, il servizio. Il sacerdote, secondo la visione del Vescovo Francesco, non è figura di potere ma di cura, specialmente tra i malati, i poveri, gli anziani. La loro presenza, discreta e luminosa, è segno della luce di Dio, che pur invisibile, si manifesta in azioni concrete, proprio come la luce che svela la bellezza dei colori.
Padre Christ Noukoudjo: dall’Africa alla missione tra i malati
Tra i nuovi ordinati, anche Padre Christ Noukoudjo, originario del Benin e nato nel 1986, che entra a far parte della famiglia camilliana, storicamente vocata all’assistenza dei malati e degli anziani. La sua presenza, internazionale e profondamente vocazionale, ricorda che la Chiesa è universale, capace di accogliere e generare missione in ogni angolo del mondo. La sua ordinazione, insieme a quella dei tre giovani bergamaschi, rafforza il legame tra fede, cura e dedizione al prossimo.
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