A Bergamo si va sempre più spesso fuori a mangiare, ma con uno stile diverso. È quanto emerge da una recente indagine realizzata da Format Research per Confcommercio Bergamo, che analizza le nuove tendenze di consumo nei bar e ristoranti della provincia. L’affluenza resta stabile o addirittura in crescita: lo afferma l’84,3% degli esercenti, mentre solo una minoranza (16,7%) registra un calo.
I clienti, però, cambiano abitudini: si preferiscono aperitivi, dopocena e piatti unici, piuttosto che i tradizionali menù completi. Il 30,6% dei ristoratori nota che sempre più persone ordinano un solo piatto, mentre il 55,6% osserva una diminuzione generale della quantità ordinata. A ciò si aggiunge un netto aumento della richiesta di cibo da asporto e delivery, ormai stabilmente adottati dal 38,3% dei consumatori.
L’utenza è composta soprattutto da italiani (85,1%), suddivisi tra coppie (28,2%), famiglie (27,4%), gruppi di amici (24,1%) e single (20,3%). Si tratta di clienti sempre più attenti e selettivi, che cercano esperienze rapide, informali ma di qualità, come dimostra il successo degli aperitivi e dei dopocena (36,1% delle preferenze).
La digitalizzazione è un’altra tendenza chiave: metà degli esercenti ha segnalato un aumento di prenotazioni tramite app e pagamenti elettronici, con una sempre maggiore integrazione di strumenti digitali nella gestione dell’esperienza cliente.
Le preferenze alimentari evolvono anch’esse: cresce l’interesse verso piatti vegetariani, vegani e biologici (22,2%), mentre cucina etnica e proposte fusion conquistano una fetta crescente di pubblico. La varietà, l’originalità e la sostenibilità sono diventate leve centrali nella scelta di un locale.
Per stare al passo, i ristoratori bergamaschi si stanno adattando: il 57,8% ha puntato sul miglioramento della qualità del cibo e del servizio, il 43,3% sull’esperienza complessiva della clientela, mentre delivery e take away sono stati introdotti o rafforzati dal 37,8% degli intervistati. Seguono l’innovazione dell’offerta (30,6%), il marketing digitale (26,1%) e, in misura minore, esperienze gastronomiche particolari (6,7%).
Nonostante il ricorso ai social e alle recensioni online, il passaparola resta lo strumento di promozione più potente: ben il 75% dei ristoratori gli attribuisce la massima efficacia per attirare nuovi clienti, confermando che, nel mondo della ristorazione, la reputazione si costruisce soprattutto con l’esperienza diretta.
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