Bergamo conferma la propria capacità di richiamare un numero consistente di visitatori, soprattutto durante il periodo di Ferragosto. La vera sfida per il sistema turistico locale resta però quella della permanenza: la grande maggioranza di chi visita la città riparte infatti nell’arco della stessa giornata.
È uno degli elementi principali che emergono dal monitoraggio realizzato da Confcommercio Bergamo attraverso le utenze telefoniche rilevate dalle celle della rete mobile. Tra il 13 e il 18 agosto, considerando centro e Città Alta, sono state conteggiate oltre 333.600 visite e 167.300 visitatori unici.
Il quadro mostra inoltre un pubblico interessante dal punto di vista economico: adulto, con una significativa capacità di spesa e caratterizzato da una forte componente internazionale. Proprio queste caratteristiche rendono strategico riuscire ad aumentare il tempo trascorso sul territorio.
Oltre 167mila visitatori unici nei giorni di Ferragosto
Il periodo centrale di agosto ha prodotto una crescita significativa dei flussi rispetto al primo fine settimana del mese. Nel centro cittadino le visite sono aumentate da 106.500 a 184.900, mentre i visitatori unici sono passati da 65.600 a 94.700.
Ancora più evidente il cambiamento registrato in Città Alta, dove le visite sono salite da 82.700 a 148.800 e i visitatori unici da 63.600 a 108.900.
In termini percentuali, l’aumento dei visitatori unici raggiunge il 71,2% in Città Alta e il 44,3% nel centro. Numeri che confermano la particolare forza attrattiva di Bergamo durante le festività estive.
Le due zone, tuttavia, vengono vissute in maniera differente. La parte bassa della città mantiene maggiormente una funzione legata al passaggio, agli acquisti e alla socialità, mentre Città Alta continua a rappresentare il principale polo turistico.
Quattro visitatori su dieci arrivano dall’estero
Un elemento centrale riguarda la provenienza. Gli stranieri rappresentano il 41,8% dei visitatori di Città Alta, superando anche la componente proveniente dalla provincia di Bergamo, ferma al 30,8%.
La presenza internazionale risulta particolarmente consistente anche nella parte bassa: in centro la quota di persone provenienti dall’estero raggiunge infatti il 40,2%.
Il dato suggerisce che il turismo internazionale non rimane confinato esclusivamente nell’area monumentale e storica, ma interessa progressivamente anche le vie commerciali, i locali e gli altri spazi urbani.
La componente straniera rappresenta quindi uno dei principali fattori di sostegno dei flussi turistici cittadini nel mese di agosto, soprattutto in un periodo nel quale la presenza dei residenti tende invece a diminuire.
Visitatori adulti e con capacità di spesa
Anche il profilo anagrafico evidenziato dalla ricerca presenta caratteristiche precise. La fascia compresa tra 45 e 54 anni costituisce il 28% dei visitatori sia in centro sia in Città Alta.
Immediatamente dopo si colloca quella tra 55 e 64 anni, che rappresenta il 23% nel centro e arriva al 25% nella parte storica.
Si tratta dunque prevalentemente di un turismo adulto. Il monitoraggio evidenzia inoltre una significativa disponibilità economica: nel centro il 63,6% dei visitatori appartiene alle fasce di spesa medio-alta o alta, con il 42,8% collocato nella categoria superiore.
In Città Alta la quota complessiva supera il 53%: il 33,4% appartiene alla fascia alta e un ulteriore 20,5% a quella medio-alta.
Un bacino potenzialmente rilevante per ristoranti, strutture ricettive, attività culturali, negozi e servizi. Il punto diventa quindi riuscire a trasformare questa capacità potenziale in una maggiore ricaduta economica sul territorio.
L’85,6% conclude la visita in giornata
Come riporta L’Eco di Bergamo, è proprio la durata della permanenza a rappresentare il principale elemento sul quale intervenire. In Città Alta il 37,1% dei visitatori rimane per un periodo compreso tra una e quattro ore, mentre l’85,6% termina la propria visita nell’arco della giornata.
Anche per chi sceglie di pernottare, la permanenza rimane relativamente breve: i dati tradizionalmente diffusi da Turismo Bergamo indicano una media che si aggira attorno alle due notti.
Bergamo riesce quindi ad attirare visitatori, ma deve ancora sviluppare pienamente la capacità di trasformarsi da destinazione per un’escursione giornaliera a base per un soggiorno più articolato.
Secondo Oscar Fusini, direttore di Confcommercio Bergamo, il territorio dispone di un pubblico maturo e con una capacità di spesa elevata, ma la permanenza continua a essere limitata. Una possibile risposta passa dalla costruzione di collegamenti più efficaci tra le attrazioni del capoluogo e quelle della provincia.
L’obiettivo sarebbe offrire motivazioni aggiuntive per prolungare il viaggio, mettendo in rete città, montagne, laghi, borghi e altre destinazioni bergamasche.
Agosto cambia anche per negozi e ristorazione
Il monitoraggio dei visitatori è stato realizzato anche per approfondire il rapporto tra turismo e aperture delle attività commerciali durante agosto.
Confcommercio aveva infatti rilevato una maggiore propensione dei negozi a chiudere nel periodo attorno a Ferragosto rispetto agli anni precedenti alla pandemia. I nuovi dati permettono di leggere meglio questa tendenza.
Durante Ferragosto diminuisce infatti il peso dei residenti e cresce quello dei visitatori, con conseguenze differenti a seconda della tipologia di attività. Città Alta registra anche un aumento dei bergamaschi provenienti da altri comuni, favoriti dai giorni festivi e dalla riduzione del traffico.
Il turismo internazionale assume però un ruolo decisivo soprattutto per le imprese inserite direttamente nei percorsi frequentati dai visitatori.
Ristorazione e ricettività possono beneficiare maggiormente di questi flussi, mentre l’impatto non è necessariamente equivalente per il commercio tradizionale, alimentare e non alimentare.
Il nodo strategico resta dunque quello della durata. Bergamo dispone già di numeri significativi, di una forte presenza straniera e di visitatori con una buona propensione potenziale alla spesa. Allargare l’offerta dalla città all’intero territorio provinciale potrebbe diventare uno degli strumenti per convincere una parte di quel 85,6% che oggi riparte in giornata a fermarsi più a lungo.
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