La solidarietà si traduce in azioni concrete a Bagnatica, dove la comunità si è stretta attorno alle famiglie colpite dall’esplosione di via Isolabella, che ha devastato una palazzina e danneggiato altre venti abitazioni. In pochi giorni, la raccolta fondi promossa a sostegno degli sfollati ha raggiunto quota 40 mila euro, segnale evidente del forte coinvolgimento civile ed emotivo che l’accaduto ha generato sul territorio.
Sabato 7 giugno, a Costa Mezzate, si terrà una cena di beneficenza presso la Cascina Fuì, il cui intero ricavato sarà destinato ai nuclei familiari costretti a lasciare le proprie case. L’iniziativa, promossa con il supporto delle realtà locali, prevede l’ingresso tra le 19 e le 20:30 e richiede prenotazione obbligatoria presso la Tabaccheria Cortinovis in via Roma 9.
Domenica 8 giugno, invece, anche le offerte raccolte durante le messe nelle parrocchie di Bagnatica e Cassinonesaranno devolute interamente alle vittime dell’incidente. Un segno tangibile della vicinanza delle istituzioni religiose e dei cittadini nei confronti di chi ha perso tutto in pochi istanti.
Secondo una prima stima, sono circa 40 le persone sfollate: molti hanno trovato accoglienza temporanea presso amici e parenti, mentre due famiglie sono ospitate dalle suore a Comonte. Tra queste, anche una famiglia libanese, composta da padre, madre e figlia, che lo scorso settembre era fuggita da Beirut, dopo aver perso la casa sotto i bombardamenti. La loro odissea si è tragicamente ripetuta anche in Italia.
Sul fronte giudiziario, la procura di Bergamo ha aperto un’indagine per incendio colposo, al momento contro ignotie senza indagati. Le autorità stanno cercando di risalire con precisione alle cause della fuga di gas che ha portato all’esplosione.
Nell’esplosione sono rimaste ferite sei persone, tra cui una madre e il figlio di 49 e 16 anni, ricoverati in codice rosso all’ospedale Niguarda di Milano per ustioni di secondo grado. Le condizioni sono stabili e non in pericolo di vita, ma il percorso di recupero sarà lungo.
L’onda d’urto ha coinvolto una vasta area residenziale, colpendo duramente una comunità che però ha reagito con un’ondata di partecipazione e aiuto concreto. Ora si guarda avanti, con la speranza che la generosità raccolta in queste settimane possa offrire un primo supporto per la ricostruzione delle vite spezzate.
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