Assoluzione per Caryl Menghetti: uccise il marito, ma non era capace di intendere

La Corte d’assise ha disposto una misura di sicurezza per la donna uxoricida, che dovrà restare in una residenza sanitaria

La tragedia di Martinengo e la sentenza del 23 giugno

Il 25 gennaio 2024, la comunità di Martinengo, in provincia di Bergamo, fu scossa da una tragedia familiare: Caryl Menghetti uccise il marito, Diego Rota, con alcune coltellate nel loro letto. Una tragedia occorsa durante la notte, mentre nella casa della coppia si trovava anche la loro figlia piccola. A distanza di un anno a mezzo, oggi, lunedì 23 giugno 2025, è arrivata la sentenza che ha scioccato l’opinione pubblica: Menghetti è stata assolta, poiché giudicata totalmente incapace di intendere e volere al momento dell’omicidio.

La motivazione dell’assoluzione: disturbi mentali

Secondo la sentenza, Caryl Menghetti non è stata ritenuta punibile per l’omicidio del marito, in quanto le sue azioni sono state determinate da disturbi mentali che le impedivano di comprendere la gravità del suo gesto. La corte, dopo aver esaminato le circostanze e le evidenze fornite durante il processo, ha disposto una misura di sicurezza che prevede il ricovero della donna in una Residenza sanitaria per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems). La durata di questa permanenza è stata fissata a un minimo di nove anni.

Le Rems sono strutture sanitarie dedicate a persone che, a causa di gravi disturbi psichici, sono ritenute incapaci di intendere o di volere quando commettono reati. In questo caso, la Corte ha ritenuto che Menghetti non fosse in grado di rispondere delle proprie azioni, ma al contempo ha evidenziato la sua pericolosità sociale.

I dettagli dell’incidente: la mattina dopo l’omicidio

La ricostruzione dei fatti, presentata dalla pubblica ministero in aula, ha fatto emergere alcuni dettagli cruciali. La mattina del 24 gennaio 2024, subito dopo l’omicidio, Menghetti ha cominciato a dare segni di squilibrio psicologico, iniziando a dare in escandescenze e pronunciando frasi poco comprensibili. Secondo quanto riferito, avrebbe parlato della necessità di proteggere la figlia.

Il marito, preoccupato per la situazione, decise di portarla in ospedale, dove però la donna fu dimessa dopo essere stata sottoposta a una terapia farmacologica. Purtroppo, la terapia non venne seguita come previsto, e il giorno successivo, invece di recarsi all’appuntamento con il medico psichiatra che l’aveva seguita in passato, Menghetti commise l’omicidio, accoltellando mortalmente il marito.

Redazione

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