Frugare, pesare, scuotere, persino annusare i pacchi. È così che si svolge il curioso «shopping al buio» sbarcato in questi giorni al centro commerciale di Curno, alle porte di Bergamo. L’iniziativa è firmata King Colis, azienda francese specializzata nel recupero e nella rivendita dei pacchi smarriti dalle piattaforme di e-commerce: quelli che, per errori logistici o indirizzi sbagliati, finiscono per essere rimborsati e destinati al macero.
Invece di essere distrutti, vengono ora recuperati e riproposti al pubblico, in formato “blind sale” dentro cassoni di legno dove è possibile cercare – ma senza sbirciare – il proprio acquisto a sorpresa.
Si compra a peso, da 1,99 a 2,79 euro ogni 100 grammi, con una spesa media di circa 50 euro. Ma nessuno sa esattamente cosa troverà: può trattarsi di orologi, gadget tecnologici, abbigliamento, articoli beauty, giochi o caricabatterie. La vendita, che ha già attirato centinaia di curiosi, proseguirà fino a domenica 29 giugno, ogni giorno dalle 9.30 alle 19.30.
Come funziona l’acquisto
Il meccanismo è semplice: si scansiona un QR code in loco per la registrazione, si entra nell’area riservata con un tempo massimo di 10 minuti per scegliere i pacchi, che non possono essere aperti prima dell’acquisto. Una volta usciti, si pesa il bottino e si paga in base al totale.
L’apertura del primo pacco è spesso un momento di sorpresa: c’è chi ha trovato un orologio digitale, chi caricatori per joystick, chi prodotti ancora imballati di brand noti. Non tutti sono oggetti desiderati, ma è proprio l’effetto sorpresa a dare fascino all’iniziativa. «Alla fine ho scelto a caso ed è andata bene» racconta una giovane acquirente che ha trovato un gadget utile.
Un’iniziativa tra curiosità e sostenibilità
Il progetto, già testato con successo in altre regioni italiane, ha richiamato oltre 100mila visitatori e venduto più di 100 tonnellate di pacchi. Non è solo un’operazione commerciale, ma anche una proposta in chiave ambientale. «Ogni anno milioni di pacchi in Europa vengono smarriti e distrutti», spiega King Colis. Recuperarli e rimetterli in circolo significa evitare sprechi, ridurre i rifiuti e promuovere una logica di riutilizzo.
In un’epoca in cui l’e-commerce cresce esponenzialmente, la gestione degli errori di consegna è un problema sottotraccia, con implicazioni ambientali rilevanti. L’idea di trasformare una criticità logistica in un’opportunità di intrattenimento e sostenibilità è piaciuta, come dimostrano le code e la curiosità dei visitatori.
Chi ci va e perché
Tra i visitatori si incontrano pensionati, famiglie e giovani alla ricerca dell’affare o del semplice divertimento. C’è chi entra per caso, chi spinto dal passaparola o da articoli sui media locali. Il format ha anche una forte valenza sociale ed esperienziale, quasi come una caccia al tesoro urbana.
Il pop-up store rappresenta un esempio concreto di come un’idea innovativa possa intercettare tendenze diverse: economia circolare, gamification dello shopping e curiosità verso l’ignoto. Tutto, in un cassone di pacchi senza etichetta, da scegliere e poi scoprire.
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