“È quello che è”: l’installazione di Enrico Ruggeri Zambaiti in streaming dal 7 luglio

Un’opera che esplora il lento decadimento della materia e invita alla riflessione sulla transitorietà e sull’instabilità

A partire da lunedì 7 luglio, l’installazione “È quello che è” di Enrico Ruggeri Zambaiti sarà visibile in streaming continuo sul sito ufficiale https://equellochee.it/ per un’intera settimana, fino al 16 luglio, 24 ore su 24. Questo evento, pensato per un’esperienza immersiva, permette a chiunque di contemplare una riflessione artistica sul decadimento e sulla perdita, visibile in tempo reale.

Un’installazione che nasce dal recupero e dalla trasformazione

“È quello che è” prende forma da un incontro casuale con una lamiera arrugginita, semisommersa nel fiume Serio, modellata e consumata dal tempo. Recuperata e sospesa a un metro da terra, l’opera si sviluppa all’interno di un ex laboratorio tessile a Casnigo, Bergamo. Sotto la lamiera, una vasca d’acciaio raccoglie i frammenti di ruggine che si staccano lentamente dalla superficie del metallo. L’oggetto, un residuo di un passato funzionale, diventa simbolo di disgregazione naturale e silenziosa, testimone di un processo inevitabile che ci invita a riflettere sull’impermanenza.

Una riflessione sull’inevitabilità del decadimento

L’installazione è un invito a soffermarsi su un processo che normalmente sfugge alla nostra attenzione. “In un’epoca che idolatra il nuovo e il rapido”, spiegano gli organizzatori, “questo progetto ci invita a contemplare il lento e graduale decadimento”. Il fenomeno di deterioramento e trasformazione della lamiera, che non offre risposte immediate, è una metafora della fragilità della materia e della transitorietà dell’esistenza, temi universali che assumono oggi una notevole forza inquietante.

Convivere con l’instabilità: il messaggio di Ruggeri Zambaiti

Il titolo dell’opera richiama la celebre raccolta poetica di Erich Fried, “Tutto quello che è”, dove l’autore esplora l’essenza sfuggente e irrazionale dell’amore. In “È quello che è”, l’opera di Ruggeri Zambaiti non solo riprende questo concetto, ma lo applica alla nostra difficoltà di convivere con l’instabilità. L’installazione ci invita a riflettere su un mondo che si concentra sulla sostituzione immediata, senza lasciar spazio alla contemplazione di ciò che svanisce senza recupero. Un’opera che chiede di fermarsi e osservare l’incertezza e l’impermanenza senza il conforto di una ricostruzione rapida.

Un archivio di ciò che va perso: il valore del decadimento

La vasca che raccoglie i frammenti di ruggine diventa un archivio di ciò che va perduto e non più rigenerato. In questa installazione, la bellezza non risiede nella resistenza della materia, ma nella sua resa al tempo, nella sua capacità di dissolversi. Ogni frammento è un testimone del passaggio del tempo, senza offrire consolazione o risposte immediate. Un’opera che sfida le logiche del contemporaneo, rifiutando il dinamismo a favore della lentezza e della riflessione sul decadimento.

Visitabile anche dal vivo: un’esperienza di riflessione in tempo reale

Oltre alla trasmissione in streaming, “È quello che è” è visitabile su appuntamento. Un’opera che richiede un’immersione lenta, una riflessione che si scontra con i ritmi frenetici e immediati della vita quotidiana. “Non racconta, non costruisce una narrativa, ma esiste come processo continuo e ineluttabile”, spiegano gli organizzatori. In questo modo, l’opera diventa un atto di resistenza contro la fugacità e l’irrevocabilità del presente.

Enrico Ruggeri Zambaiti: biografia dell’artista

Enrico Ruggeri Zambaiti, nato a Gazzaniga nel 1969, è da oltre trent’anni un professionista nel settore del ricamo industriale, lavorando tra disegno artistico e tecnico. Nel 2010, dopo la digitalizzazione del suo settore, ha deciso di tornare agli strumenti tradizionali, dando vita a un nuovo percorso artistico nel campo delle arti visive. Oltre alla sua carriera artistica, è anche musicista ambient-noise, con vari dischi pubblicati. Le sue opere esplorano il rapporto tra l’essere umano e la materia, dando vita a creazioni dalle dinamiche inaspettate.

Redazione

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