Carcere di Bergamo, nuovo agente aggredito: “Personale stremato, situazione al limite”

L’ennesimo episodio di violenza conferma l’emergenza penitenziaria: sindacati denunciano carenze strutturali e operative

Un altro poliziotto penitenziario è stato aggredito all’interno del carcere di Bergamo, l’ennesimo caso che conferma l’escalation di tensioni e atti di violenza all’interno della struttura. Secondo quanto riferito dalla Fns Cisl, il fatto è avvenuto nella serata di domenica scorsa, anche se la dinamica completa dell’aggressione non è ancora stata chiarita. L’agente ferito ha riportato una prognosi di sei giorni.

Il sindacato denuncia una situazione ormai fuori controllo, in cui il personale è costretto a operare in condizioni sempre più difficili, tra carichi di lavoro e pressione psicologica elevatissimi. «Non è una semplice segnalazione alla cronaca locale, ma l’urgenza di portare all’attenzione pubblica un fenomeno in costante aggravamento – scrive Fns Cisl –. Ogni giorno all’interno della Casa Circondariale si verificano episodi di violenza verbale e fisica che compromettono la sicurezza e la salute del personale in servizio».

Secondo la sigla sindacale, la recrudescenza di comportamenti aggressivi da parte dei detenuti non è più un evento isolato, ma una criticità quotidiana che mette a dura prova il sistema penitenziario. Viene quindi rivolto un appello all’amministrazione e alle istituzioni: «Serve una presa di coscienza collettiva». Per Fns Cisl è necessario intervenire strutturalmente, sia con risorse umane adeguate che con strumenti operativi concreti, in grado di contenere e prevenire episodi di questo tipo.

La gestione delle attività ordinarie all’interno dell’istituto è sempre più complessa, non solo per fronteggiare eventi critici come le aggressioni, ma anche per svolgere le normali mansioni quotidiane. «L’operato degli agenti si regge ormai solo sul senso di responsabilità e professionalità del personale, che è però allo stremo delle forze», si legge nella nota del sindacato.

La tensione all’interno della struttura resta ai massimi livelli, e secondo Fns Cisl l’attuale gestione rischia di non reggere più senza un intervento urgente da parte dell’Amministrazione Penitenziaria. Il sindacato esprime solidarietà all’agente rimasto ferito e ribadisce l’intenzione di continuare a battersi per la tutela dei diritti e della sicurezza del personale, auspicando l’adozione immediata di misure correttive.

L’episodio si aggiunge a una lunga lista di aggressioni, disagi e carenze strutturali che affliggono non solo il carcere di Bergamo ma molte strutture penitenziarie in Italia. Una crisi sistemica, sottolineano i rappresentanti sindacali, che necessita di una risposta decisa e coordinata da parte dello Stato.

Redazione

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