Case comunali a Bergamo, una su quattro è vuota: «Senza fondi impossibile ridurre i numeri»

L’assessore Lenzini lancia l’allarme: centinaia di alloggi non assegnabili per mancanza di risorse e imprese. In città 1.633 inquilini e una domanda che supera di venti volte l’offerta

A Bergamo, quasi un alloggio comunale su quattro è attualmente vuoto. Un dato che fotografa la difficoltà dell’amministrazione nel riqualificare gli immobili sfitti, gran parte dei quali richiede interventi di manutenzione prima di poter essere nuovamente assegnati. Su 985 case popolari (Sap, Servizi abitativi pubblici) di proprietà del Comune, circa 235-240 risultano attualmente non disponibili, principalmente a causa di condizioni strutturali non idonee alla residenza.

«La riqualificazione è complessa e costosa – spiega l’assessore alle Politiche della Casa Claudia Lenzini a L’Eco di Bergamo – e il Comune non può sostenere da solo l’intero carico». Con una media di 40 anni di età, gli alloggi necessitano quasi sempre di interventi importanti una volta liberati. Anche per questo, il numero degli alloggi sfitti rischia di rimanere stabile nel tempo, nonostante gli sforzi dell’amministrazione.

Distribuzione sul territorio e domanda crescente
Il patrimonio comunale è distribuito in modo eterogeneo: Città Alta vanta il numero più alto con 140 alloggi, seguita da Boccaleone (116), Celadina (115), Grumello al Piano (83) e Valverde (82). In alcuni quartieri – come Loreto, Malpensata e Carnovali – il Comune non possiede immobili, ma sono presenti case Aler. Gli appartamenti attualmente assegnati sono circa 750, per un totale di 1.633 inquilini, appartenenti a 743 nuclei familiari.

L’utenza è caratterizzata da una forte componente sociale fragile: persone sole (quasi la metà), famiglie a basso reddito, anziani, disabili. Due terzi degli assegnatari sono italiani, ma l’origine geografica è variegata, con rappresentanze da oltre 50 Paesi. Tra le nazionalità più numerose figurano Marocco, Bolivia, Albania e Senegal.

Richiesta altissima, ma l’offerta è limitata
L’ultimo bando comunale per l’assegnazione di alloggi ha ricevuto 532 domande, a fronte di soli 20 appartamenti disponibili, frutto della riqualificazione finanziata con 700mila euro. Il piano della Giunta è quello di recuperare altri 20 alloggi, ma le tempistiche restano incerte. «Gli appalti per queste opere non attraggono le imprese – aggiunge Lenzini – e spesso i cantieri sono difficili da avviare».

Per contenere il numero di sfitti, il Comune ha definito una strategia condivisa con i sindacati, che punta al recupero prioritario degli alloggi in condizioni meno critiche, per massimizzare il numero di unità da rimettere in circolo ogni anno. L’obiettivo, almeno sulla carta, è quello di riqualificare 40 appartamenti all’anno, ma tutto dipenderà dalle risorse disponibili.

Servono investimenti nazionali
Recuperare tutti i 235 alloggi attualmente non abitabili richiederebbe un investimento stimato di oltre 4 milioni di euro, ma si tratta di una proiezione approssimativa, vista la variabilità degli interventi. Lenzini ribadisce l’urgenza di politiche abitative di lungo periodo, sostenute a livello nazionale e comunitario. «Il Comune da solo non ce la può fare. Serve un Piano Casa serio, con fondi adeguati e strutturati. È una sfida centrale per il futuro delle città», conclude.

Redazione

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