Casa del Custode: Futura firma contro la vendita e chiede una nuova riflessione

Anche due consiglieri di maggioranza aderiscono alla campagna #salvasanvigilio promossa da Progetto BASE

Dopo le forti critiche arrivate da associazioni e comitati cittadini, la lista Futura – Verdi e Sinistra – Oltre ha scelto di sostenere la campagna “#salvasanvigilio”, promossa dall’associazione Progetto BASE. I consiglieri Laura Brevi e Aldo Lazzari, pur avendo votato a favore del piano, hanno ora firmato l’appello per chiedere il ritiro della vendita.

La mobilitazione è cresciuta nelle ultime settimane, a partire dalla lettera inviata da Progetto BASE a tutti i consiglieri comunali a maggio, chiedendo lo stop alla dismissione dell’immobile e l’avvio di una riflessione pubblica. A sostegno dell’iniziativa anche Castrum Capelle, Italia Nostra, l’Istituto Italiano dei Castelli, oltre a diverse realtà cittadine legate alla tutela del patrimonio culturale.

Il nuovo fronte di opposizione alla vendita ha visto anche l’adesione di sette consiglieri di minoranza – Ribolla, Pezzotta, Bonomi, Tremaglia, Laganà, Minuti e Tentorio – che hanno firmato le cartoline predisposte da Progetto BASE da inviare direttamente all’Unesco, nella speranza di attirare l’attenzione dell’organizzazione internazionale sul destino di un bene parte integrante del perimetro riconosciuto come patrimonio mondiale.

Dalla maggioranza, Brevi e Lazzari motivano così il cambio di rotta: “Comprendiamo le difficoltà economiche che costringono le amministrazioni a ricorrere alle alienazioni – scrivono – ma riteniamo che la vendita di beni pubblici di questo valore rappresenti un impoverimento collettivo. La Casa del Custode, inserita nel contesto del Castello di San Vigilio, è parte integrante di un’area tutelata a livello mondiale. Chiediamo all’amministrazione di esplorare ogni alternativa possibile, inclusi partenariati o progetti innovativi, per mantenerla nella disponibilità pubblica”.

L’edificio, di circa 250 metri quadrati con giardino annesso, è in stato di abbandono da anni. Era già stato inserito tra i beni vendibili nel 2013 durante la Giunta Tentorio, poi rimasto invenduto fino al 2019. L’amministrazione Gori lo aveva successivamente stralciato dal piano, ipotizzando una valorizzazione in ottica pubblico-privato, ipotesi mai concretizzata. La Giunta Carnevali ha infine reinserito l’immobile tra quelli alienabili, citando il costo elevato per una riqualificazione (stimato in circa 8 milioni di euro) e le esigenze di bilancio.

Sorte diversa per gli altri edifici del complesso, come la Casa del Castellano e quella del Cappellano, inseriti nel Piano delle Valorizzazioni, in attesa di un progetto strutturato da parte di soggetti privati, senza però prevederne la vendita diretta.

Intanto, la campagna “#salvasanvigilio” prosegue con nuove adesioni e azioni simboliche, come l’invio massivo delle cartoline all’Unesco. L’obiettivo è mantenere alta l’attenzione pubblica e istituzionale, nella speranza che un progetto concreto o un intervento diretto possano portare a una diversa destinazione d’uso dell’immobile, salvaguardandone il valore storico e culturale.

Redazione

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