È scontro politico sull’obbligo vaccinale dopo la revoca della nuova commissione del NITAG, e la sindaca di Bergamo Elena Carnevali interviene duramente contro le posizioni no-vax. In un post pubblicato sui social, Carnevali ha espresso preoccupazione per la crescente tolleranza verso tesi antiscientifiche, puntando il dito contro chi – a suo dire – mina i fondamenti della sanità pubblica: “Siamo ancora qui, a lisciare il pelo ai terrapiattisti antiscientifici”, ha scritto.
Il contesto: NITAG, revoche e polemiche
Il caso è esploso a seguito delle polemiche sulla composizione del nuovo NITAG, il gruppo tecnico nazionale che affianca il Ministero della Salute sulle vaccinazioni. La nomina di Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite, medici noti per le loro posizioni critiche sull’obbligo vaccinale e sulle politiche sanitarie adottate durante la pandemia di Covid-19, ha suscitato immediate reazioni da parte del mondo scientifico e politico.
Dopo appena dieci giorni, il ministro Orazio Schillaci ha deciso di revocare l’intera commissione, ritenendo inaccettabili i profili inseriti. Tuttavia, la revoca non ha placato il dibattito, anzi, ha riacceso lo scontro tra sostenitori della libertà di scelta e difensori dell’obbligo vaccinale.
Carnevali: “La salute pubblica è un bene collettivo”
Nel suo intervento, la sindaca Carnevali ha richiamato l’esperienza drammatica vissuta da Bergamo durante l’emergenza Covid-19, sottolineando come l’obbligo vaccinale abbia rappresentato uno strumento fondamentale di prevenzione. “Ci sono regole essenziali per la tutela della salute collettiva, e vaccinarsi è tra queste”, ha affermato.
Il messaggio è chiaro: non si può legittimare il dubbio in nome del “buon senso” quando sono in gioco evidenze scientifiche e protezione della popolazione. Una presa di posizione netta, maturata in un territorio profondamente segnato dalla pandemia e che oggi più che mai rivendica rigore e responsabilità nella gestione della salute pubblica.
La Lega rilancia contro l’obbligo
In parallelo, la Lega ha ribadito la sua opposizione all’obbligo vaccinale. Il leader del partito, Matteo Salvini, ha dichiarato che “avere dubbi sull’obbligo dei vaccini è buon senso”, rilanciando un tema che resta divisivo all’interno della maggioranza di governo.
Anche Claudio Borghi, tra i più attivi sul fronte no-obbligo, ha confermato l’intenzione di riproporre l’abolizione dei vincoli vaccinali, ritenendo l’Italia “un’eccezione a livello internazionale”. Il deputato ha ribadito: “Vogliamo evitare qualsiasi obbligo, ma servirà l’accordo con gli alleati.”
Un tema che divide il Paese
La vicenda del NITAG e il ritorno del dibattito sull’obbligo vaccinale dimostrano quanto il tema resti fortemente polarizzato. Da un lato, amministratori locali e medici che difendono la necessità della vaccinazione come atto di responsabilità collettiva. Dall’altro, esponenti politici che, in nome della libertà individuale, continuano a mettere in discussione le misure sanitarie obbligatorie.
In questo scenario, la posizione espressa da Elena Carnevali rappresenta la voce di un territorio che ha pagato un prezzo altissimo nella lotta al virus, e che oggi chiede che le politiche di prevenzione non vengano indebolite da derive ideologiche o populiste.
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