Quando il marciapiede non è più un luogo sicuro
I marciapiedi, luoghi pensati per i pedoni, sono diventati spazi da conquistare piuttosto che da condividere. La crescente invasività di biciclette, monopattini, tavolini dei bar e ristoranti crea un vero e proprio percorso a ostacoli per chi, invece, cammina. Questa trasformazione, di cui ogni cittadino sembra inconsapevole, porta con sé disagi quotidiani per tutti, ma in particolare per i più fragili: anziani, mamme con carrozzine, e chi si appoggia a bastoni. Un fenomeno sempre più diffuso, che mette in discussione il concetto stesso di spazio pubblico. Ne ha scritto, a mo’ di denuncia di una situazione intollerabile, Valerio Bettoni, presidente di ACI Bergamo ed ex presidente della Provincia, per Bergamonews.
Un abuso silenzioso che diventa la nuova normalità
L’invasività di biciclette e monopattini è diventata talmente normale che ormai nessuno si sorprende più nel vedere questi veicoli a due ruote viaggiare su marciapiedi e contro mano, rischiando di travolgere i pedoni, scrive Bettoni. I marciapiedi sono quasi sempre “invasi da ostacoli: biciclette, monopattini, tavolini, e persino veicoli parcheggiati che ne limitano la fruizione”. Nonostante siano pensati per il passaggio pedonale, questi spazi sono sempre più difficili da percorrere, tanto che i pedoni sono costretti a scendere sulla strada per evitare di inciampare. Tuttavia, le difficoltà non si limitano solo agli ostacoli fisici, ma coinvolgono anche un’atmosfera di prepotenza e mancanza di rispetto per gli altri.
Il diritto del pedone: uno spazio sempre più minacciato
Purtroppo, pochi si preoccupano della sicurezza e del benessere dei pedoni. Anzi, la tendenza sembra essere quella di considerare i marciapiedi come una risorsa da sfruttare, senza alcun rispetto per il loro utilizzo originario. Le biciclette e i monopattini, che dovrebbero essere usati su strade o piste ciclabili, trovano comodo parcheggio sui marciapiedi, riducendo lo spazio a disposizione dei pedoni. Ancora più gravi, rimarca il presidente di ACI Bergamo, sono i casi in cui alcuni utenti, soprattutto coloro che si muovono con carrozzine o bastoni, sono costretti a scendere dal marciapiede per “cedere” il passo a chi non ha alcun rispetto per le regole di circolazione.
Un atto di civiltà: tornare al rispetto delle regole
In un contesto simile, sembra essersi persa una parte fondamentale della convivenza civile. Pedoni e utenti della strada non sono più percepiti come legittimi destinatari di questi spazi, ma come ostacoli da superare o ignorare. Nonostante questa disattenzione, un piccolo spiraglio di speranza potrebbe derivare dal recupero di un’etica civica che valorizzi il rispetto delle regole e il rispetto per gli altri. È ancora possibile sperare in un cambiamento culturale, che ponga al centro il benessere di tutti, anche di chi cammina?
La sfida delle città moderne: garantire a tutti il giusto spazio
Le città moderne devono affrontare una sfida complessa: bilanciare la crescita del numero di utenti su mezzi alternativi, come biciclette e monopattini, con la necessità di garantire la sicurezza e il comfort dei pedoni. È essenziale sviluppare una cultura di convivenza, dove ogni utente dello spazio pubblico riconosca i diritti degli altri. Il rischio che stiamo correndo è quello di trasformare le città in spazi difficili e pericolosi, dove le persone non si rispettano e la sicurezza dei più deboli è continuamente minacciata.
Passaggi significativi dell’articolo di Bettoni
-
“Marciapiedi sono a modo loro una bussola di diffusi comportamenti…”
-
“I marciapiedi sono diventati spazi da conquistare piuttosto che da condividere.”
-
“Nonostante siano pensati per il passaggio pedonale, questi spazi sono sempre più difficili da percorrere…”
-
“Le biciclette e i monopattini, che dovrebbero essere usati su strade o piste ciclabili, trovano comodo parcheggio sui marciapiedi.”
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.