Bergamo 2050: più anziani (+50%) e meno giovani (-18%), la Cisl lancia l’allarme demografico

Secondo il Dipartimento Welfare della Cisl, la provincia si avvia verso una crescita squilibrata: servono prevenzione sanitaria, piani territoriali e un nuovo welfare intergenerazionale

La provincia di Bergamo si prepara ad affrontare una delle trasformazioni demografiche più significative della sua storia recente. Entro il 2050, secondo le proiezioni Istat analizzate dalla Cisl di Bergamo, il numero di anziani aumenterà del 50%, mentre la popolazione attiva e giovane (0-64 anni) calerà del 18%, con un impatto potenzialmente devastante su scuola, sanità, lavoro e coesione sociale.

Il quadro tracciato dal Dipartimento Welfare della Cisl è chiaro: più abitanti, ma sempre più anziani, con una crescente incidenza di malattie croniche, solitudine e fragilità. A Bergamo città il saldo sarà meno drammatico, con una crescita complessiva della popolazione del 9% entro il 2050, ma con gli over 65 in aumento del 35%. In provincia, invece, centri come Romano di Lombardia, Albino e Costa Volpino vedranno un netto calo della fascia giovanile (fino al -43%) e un incremento record della popolazione anziana (fino al +70%).

Un territorio che invecchia

A livello provinciale, l’indice di dipendenza degli anziani (rapporto tra over 65 e popolazione attiva) passerà dal 34,8 al 63 nel 2050, per arrivare al 66 nel 2080. Parallelamente, l’indice di vecchiaia (rapporto tra over 65 e under 15) salirà da 199,8 a 309 nel 2050 e a 312 entro il 2080. Nella cosiddetta “Silver society”, aumenterà soprattutto il peso degli over 85 e over 95, oggi rappresentati dallo 0,30% della popolazione, ma destinati a superare l’1%.

Le valli bergamasche continuano a spopolarsi: si stimano cali del -6,3% in Val Brembana, -4% in Val Seriana e -2% nella zona dei laghi. Il numero di persone sole, in particolare anziani fragili, è previsto in netto aumento.

Murabito: «Serve un piano territoriale»

Angelo Murabito, segretario provinciale Cisl Bergamo, lancia un appello:

«Non possiamo aspettare che il problema esploda. Serve subito un piano territoriale che metta al centro la persona, il lavoro e la comunità. La sfida dell’invecchiamento riguarda tutti: è sociale, sanitaria ed economica».

In particolare, la Cisl propone protocolli con Ats e imprese per la prevenzione sanitaria, campagne di screening, ambienti di lavoro più inclusivi, e un “Patto di comunità” che favorisca la solidarietà intergenerazionale.

Focus su sanità, lavoro e tecnologia

Il dato sanitario è già oggi critico: un terzo dei bergamaschi convive con almeno una patologia cronica e il 26% ha più di 65 anni. Il Dipartimento Welfare insiste sull’importanza della prevenzione e sull’allocazione prioritaria delle risorse per la salute pubblica, da inserire in modo strutturale nell’agenda politica locale.

Giacomo Meloni, segretario generale di Fnp Cisl Bergamo, parla di “gelo demografico” e invita a un approccio condiviso tra istituzioni, aziende e cittadinanza.

«La persona anziana – spiega – va presa in carico, seguita e accompagnata, anche a distanza grazie alle nuove tecnologie. Non possiamo permetterci che venga lasciata sola.»

Tra le soluzioni proposte:

  • Welfare aziendale intergenerazionale,

  • Accordi per la trasmissione di competenze tra giovani e senior,

  • Maggiore flessibilità per chi assiste familiari,

  • Aggiornamento professionale dei lavoratori anziani.

La proposta conclusiva è la creazione di un Osservatorio demografico territoriale, in grado di monitorare costantemente l’evoluzione della popolazione e orientare le scelte politiche in chiave sociale e strutturale.

Bergamo come laboratorio del futuro

Secondo Cisl e Fnp, Bergamo ha la possibilità di diventare un laboratorio di innovazione sociale, capace di affrontare l’invecchiamento non come emergenza, ma come sfida da governare con strumenti moderni, inclusivi e sostenibili. Una sfida che riguarda la giustizia sociale e la tenuta dell’intero sistema territoriale.

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