La provincia di Bergamo nei prossimi 25 anni sarà più anziana e meno giovane. È quanto emerge dall’analisi del Dipartimento Welfare della Cisl, che ha elaborato i dati Istat sulle prospettive demografiche. Secondo lo studio, entro il 2050 la popolazione over 65 crescerà del 50%, mentre quella fino ai 64 anni subirà un calo del 18%.
I numeri del cambiamento
Oggi gli anziani rappresentano il 26% della popolazione bergamasca, ma nel 2050 l’indice di dipendenza degli over 65salirà dal 34,8 al 63, con una ulteriore crescita al 66 entro il 2080. L’indice di vecchiaia passerà invece da 199,8 a 309 entro il 2050 e a 312 nel 2080.
Il peso della fascia over 85 diventerà sempre più rilevante, fino a incidere in maniera significativa sull’intera struttura sociale. Anche gli over 95 cresceranno, arrivando a rappresentare oltre l’1% della popolazione (contro lo 0,30% attuale).
Parallelamente, il numero di persone attive (15-64 anni) crollerà dal 70% al 55% nel 2050, accentuando squilibri sociali ed economici.
Differenze territoriali
L’invecchiamento non sarà uniforme. A Bergamo città si prevede un aumento del 9% della popolazione complessiva, con giovani in crescita del 12% e over 65 a +35%. Situazione opposta nei comuni più piccoli: a Romano di Lombardia gli anziani aumenteranno del 70%, mentre i giovani caleranno di 10 punti percentuali. Ancora più drastico il quadro per Albino (-33% under 64) e Costa Volpino (-43%).
Le valli continueranno a spopolarsi: -6,3% in Val Brembana, -4% in Val Seriana e -2% nella zona dei laghi.
Impatti sociali e sanitari
Secondo la Cisl, lo scenario demografico porterà a un aumento delle famiglie unipersonali e della solitudine, soprattutto tra le fasce più fragili. Già oggi un terzo dei bergamaschi convive con una malattia cronica e la quota tenderà a crescere con l’invecchiamento.
La prevenzione sarà decisiva, attraverso stili di vita sani, educazione, esercizio fisico adattato e politiche di salute nei luoghi di lavoro. «Il tema dell’invecchiamento riguarda l’intero arco della vita – sottolinea la Cisl – e deve entrare come priorità nelle agende politiche, con interventi preventivi e un piano territoriale mirato».
Le sfide da affrontare
Per Angelo Murabito, segretario provinciale Cisl, serve un progetto strutturale per garantire sostenibilità al welfare locale, sotto pressione per la domanda crescente di servizi socio-sanitari; contrastare isolamento e fragilità familiare; sviluppare nuovi modelli di organizzazione del lavoro per gestire l’invecchiamento dei lavoratori e rafforzare il ruolo della comunità come rete di supporto sociale.
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