Meno fondi statali e spese in aumento
Il nuovo rapporto del Dipartimento Welfare della Cisl Bergamo fotografa la situazione del 2024, confermando una tendenza ormai consolidata: da un lato meno risorse trasferite dallo Stato, dall’altro una spesa sociale in crescita per far fronte alle esigenze di cittadini sempre più esposti a fragilità economiche, familiari e sanitarie.
Nel 2024, i trasferimenti complessivi ai Comuni bergamaschi ammontano a 204 milioni di euro, in calo del 3,5% rispetto al 2023 (circa 7 milioni in meno). Le riduzioni non sono omogenee: alcuni ambiti – come Valle Seriana, Isola Bergamasca, Alto Sebino, Seriate e Romano di Lombardia – riescono a ottenere fondi più consistenti, mentre altri subiscono tagli rilevanti, tra cui Grumello (-10,17%), Basso Sebino (-13,57%), Valle Cavallina (-8,21%) e Bergamo (-11,76%).
Crescono i tributi locali e la spesa pro capite
Parallelamente, le entrate derivanti dai tributi locali continuano ad aumentare, pur con un ritmo più contenuto rispetto agli anni precedenti. Nel 2024 si registra un incremento del 3%, portando il totale oltre 554 milioni di euro per l’insieme dei 243 Comuni della provincia.
La spesa sociale pro capite raggiunge quota 143,2 euro (era 139 l’anno precedente), mentre la propensione sociale – cioè la percentuale di bilancio destinata al welfare – si attesta al 17,6%. Nel complesso, gli impegni diretti dei Comuni per la spesa sociale sfiorano i 160 milioni di euro, cui si sommano contributi regionali, nazionali ed europei.
Le nuove sfide del welfare locale
L’analisi della Cisl evidenzia come l’aumento delle risorse destinate al sociale rifletta la crescita della domanda di protezione e assistenza in ambiti sempre più diversificati: invecchiamento della popolazione, denatalità , povertà diffusa, fragilità familiari e migrazioni.
Questa molteplicità di bisogni sta modificando la struttura stessa del welfare, rendendo sempre più difficile mantenere l’equilibrio del sistema assistenziale. Per la Cisl diventa dunque urgente una riflessione profonda sulle politiche di welfare, per evitare che l’emergenza sociale si trasformi in una condizione permanente e normalizzata.
Le priorità indicate dalla Cisl Bergamo
Secondo la Cisl e la categoria dei pensionati FNP, è il momento di concentrare le risorse su quattro aree chiave:
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Anziani e non autosufficienza, ancora privi di un finanziamento strutturale;
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Famiglie e minori, in crescente difficoltà economica;
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Povertà , che registra una riduzione del 20% delle risorse dedicate;
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Salute mentale, fenomeno in espansione nel mondo del lavoro e della scuola.
Il segretario provinciale Angelo Murabito sottolinea come il calo dei trasferimenti e l’inflazione abbiano eroso parte dei fondi assistenziali, nonostante le cifre restino formalmente invariate. La Cisl chiede quindi più risorse e un rafforzamento dei servizi di prossimità , soprattutto nelle zone dove la spesa è più bassa, come le valli e i piccoli centri.
Tra le proposte principali vi sono il potenziamento dell’assistenza domiciliare, la maggiore omogeneità territoriale, e l’obiettivo di integrare politiche sociali e sanitarie, coinvolgendo attivamente cittadini, associazioni e parti sociali.
La posizione della FNP: verso un nuovo modello di welfare comunitario
Per il segretario della FNP (Federazione Nazionale Pensionati) Cisl Bergamo, Mario Gatti, il quadro demografico e sociale impone una revisione complessiva del modello di welfare. La combinazione di denatalità , invecchiamento, spopolamento dei territori e fragilità familiari rende necessaria una maggiore presenza dei servizi vicino alle persone.
Gatti sostiene che le istituzioni locali dovranno impegnarsi a costruire reti comunitarie e sinergie tra soggetti pubblici e privati, condividendo conoscenze, risorse e buone pratiche. L’obiettivo è creare un welfare partecipato, capace di stimolare il protagonismo dei cittadini e di sviluppare forme di solidarietà e aiuto reciproco per compensare le carenze delle reti tradizionali.
Secondo Gatti, la sostenibilità del sistema passerà anche dalla valorizzazione del capitale sociale locale, promuovendo una cultura della cura intesa come responsabilità collettiva verso le persone e la comunità .
L’integrazione tra welfare territoriale e aziendale
Nelle conclusioni, Murabito ribadisce che la Cisl punta a integrare il welfare territoriale con quello aziendale, creando un collegamento virtuoso tra le politiche sociali e quelle contrattuali. In questa visione, le aziende e il territorio diventano elementi interdipendenti, capaci di generare benessere diffuso e sviluppo sostenibile.
Il sindacato bergamasco intende partecipare alla programmazione delle politiche sociali e del lavoro, contribuendo alla costruzione di un modello di amministrazione condivisa in cui cittadini, istituzioni e parti sociali collaborino alla definizione delle priorità e delle strategie di intervento.
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