Lavoro “anziano” in Bergamasca: aumentano gli over 65 e i pensionati attivi

In dieci anni, il numero dei lavoratori ultra 65enni è quasi raddoppiato, con un forte aumento nel settore pubblico e nei lavori domestici

In Bergamasca, il fenomeno del lavoro tra gli over 65 è in forte crescita. I dati elaborati dall’Osservatorio welfare della Cisl di Bergamo, basati su informazioni Inps, rivelano che in dieci anni i lavoratori ultra 65enni sono passati da 11.523 nel 2014 a 20.069 nel 2024. Un aumento che ha coinvolto sia il settore pubblico che quello privato, con un’impennata significativa anche nei lavoratori pensionati ancora operativi. Infatti, nel 2024 sono circa 13.474 i pensionati che continuano a lavorare, rispetto ai 9.884 del 2014.

Nel settore pubblico, i pensionati ancora al lavoro sono aumentati di oltre il 700% in dieci anni, passando da 82 a 304. Un’impennata notevole si è verificata anche nel settore dei lavori domestici, dove il numero di pensionati al lavoro è aumentato di oltre quattro volte, passando da 44 a 177, con una prevalenza di donne. In generale, anche nel privato, i pensionati che continuano a lavorare sono passati da 1.176 a 2.734, più del doppio rispetto al 2014.

Questo aumento delle forze di lavoro anziane rispecchia una serie di cambiamenti a livello normativo e sociale. Le riforme pensionistiche e l’allungamento dell’età lavorativa hanno contribuito a modificare il panorama, ma ci sono anche fattori economici legati alla necessità di integrare un reddito pensionistico che spesso non è sufficiente a garantire un livello di vita dignitoso, soprattutto per le donne, che storicamente hanno vissuto una carriera più precaria e con salari più bassi.

Settori coinvolti e motivazioni
Gli over 65 attualmente impegnati nel lavoro si distribuiscono su vari settori. Tra i 20.069 lavoratori di questa fascia di età, circa 3.626 sono artigiani (in aumento da 2.550 nel 2014), 1.107 lavoratori agricoli (da 837), e 3.500 commercianti (da 2.422). Nel settore privato, gli occupati sono 5.474 contro 1.662 dieci anni fa, mentre nei lavori domestici sono 1.248 (erano 261). Interessante anche la crescita nelle gestioni separate, che ha visto passare i numeri da 2.966 a 3.900.

L’unico dato negativo riguarda l’uso dei voucher e lavori occasionali, che sono diminuiti drasticamente: dai 672 del 2014 ai soli 141 di oggi. Tra i lavoratori più anziani, artigiani e commercianti registrano l’incidenza maggiore di pensionati ancora al lavoro, segno che queste categorie sono particolarmente legate alla necessità di mantenere una fonte di reddito supplementare.

La questione della necessità economica e sociale
Secondo Luca Nieri, segretario della Cisl Bergamo, il fenomeno non va visto come un segnale di “invecchiamento attivo”, ma come una risposta a criticità strutturali nel sistema economico e previdenziale. Le difficoltà delle aziende nel trovare personale qualificato, la bassa pensione media che non consente a molti pensionati di mantenere uno stile di vita dignitoso, e la carenza di politiche occupazionali per i giovani sono tra i motivi che spingono molti anziani a rimanere nel mondo del lavoro.

Particolare attenzione viene data al fatto che, per molte donne, le carriere discontinue e le precarietà economiche si traducono in assegni pensionistici insufficienti, costringendo alcuni a continuare a lavorare non per scelta, ma per necessità. Oltre a questo, il supporto alla famiglia, in particolare a figli e nipoti, che spesso si trovano in situazioni di disoccupazione o precariato, è un altro motivo che porta gli over 65 a restare attivi nel mercato del lavoro.

Il punto di vista della Cisl
Nieri sottolinea che il lavoro dopo la pensione deve essere una scelta libera, tutelata e dignitosa, non una necessità imposta da pensioni basse e carenze nei servizi. Per il sindacato, è essenziale garantire pensioni adeguate, lavoro stabile per i giovani e un vero ricambio generazionale. La valorizzazione dell’esperienza dei lavoratori anziani è fondamentale, ma senza sfruttarli per colmare le carenze di un sistema che fatica a rispondere alle esigenze moderne.

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