Il settore del lavoro domestico a Bergamo è in caduta libera. Lo conferma l’ultima analisi della Fnp Cisl Bergamo, elaborata su dati INPS, diportata da Bergamonews, che denuncia una perdita di oltre 3.000 lavoratori regolari in soli quattro anni. Una tendenza allarmante, che si inserisce in un contesto nazionale altrettanto preoccupante, dove quasi due milioni di famiglie italiane usufruiscono dei servizi di colf e badanti, ma solo la metà lo fa in modo regolare, mentre il resto alimenta il sommerso.
I numeri: meno lavoratori, più irregolarità
Nel dettaglio, a Bergamo: Nel 2021 si contavano 13.931 lavoratori domestici registrati, nel 2022 il dato era sceso a 13.303, nel 2023 si è attestato a 11.392 e nel 2024, le iscrizioni sono ulteriormente diminuite: 2.525 in meno rispetto al 2022
Un crollo costante che evidenzia una contrazione del 13,8% nell’occupazione regolare del settore negli ultimi tre anni. E mentre i contratti calano, aumentano le prestazioni in nero, spesso come unica alternativa per famiglie che non riescono a sostenere i costi di una badante regolare.
Il sommerso nascosto nei numeri
A fronte di una popolazione anziana bisognosa di assistenza stimata in circa 60mila persone, a Bergamo risultano meno di 6.000 badanti regolari registrati all’INPS. E solo 6.400 anziani trovano posto nelle RSA provinciali. Una mancanza strutturale di copertura assistenziale, che lascia scoperte migliaia di famiglie e spinge molte di queste verso soluzioni informali o completamente irregolari.
L’analisi evidenzia anche l’invecchiamento progressivo della forza lavoro: il 70% dei lavoratori domestici ha più di 50 anni, mentre la quota maschile è in calo, ferma all’11%. Un dato che pone interrogativi sul ricambio generazionalee sulla sostenibilità del settore nel medio-lungo termine.
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