Un altro passo verso la rinascita del Grand Hotel, il simbolo liberty di San Pellegrino Terme, chiuso da decenni e ora al centro di un importante progetto di riqualificazione. La società americana EKN Development, a cui è stata affidata la concessione novantanovennale dell’edificio, ha scelto la milanese Lombardini22, realtà di primo piano nel panorama della consulenza e design architettonico, per sviluppare il progetto di fattibilità dell’intervento.
L’investimento complessivo previsto è di 64 milioni di euro, destinati alla trasformazione del Grand Hotel in una struttura ricettiva di lusso, con 118 camere, centro benessere, spa e piscine. Un’operazione che punta a riportare San Pellegrino ai fasti di inizio Novecento, valorizzando un gioiello del patrimonio architettonico italiano.
Un progetto con respiro internazionale
«Il Grand Hotel è un patrimonio storico straordinario», ha dichiarato Ebrahim Nakhjavani, fondatore e CEO di EKN Development, sottolineando l’intenzione del gruppo californiano di fare del progetto in Val Brembana il primo di una serie di investimenti in Italia. Nakhjavani ha ribadito la volontà di procedere con cura, attenzione e visione, facendo affidamento sull’esperienza di Lombardini22 per garantire un intervento all’altezza del contesto.
Concessione a lungo termine, investimento imponente
L’accordo tra il Comune di San Pellegrino Terme ed EKN prevede una concessione di 99 anni a fronte di un canone annuo di 10.000 euro. Una formula che ha suscitato interesse anche per il valore strategico dell’operazione: da un lato la valorizzazione di un bene architettonico unico, dall’altro la riattivazione di un volano turistico ed economico per l’intera area.
Il Grand Hotel, situato di fronte all’ex casinò oggi sede di QC Terme, è una delle ultime strutture in stile liberty ancora presenti in Italia. L’intervento lo restituirà al pubblico in una veste rinnovata, ma rispettosa della sua identità storica.
Il Comune: «Ora servono tempi certi»
Entusiasta, ma cauto, il commento del vicesindaco Vittorio Milesi a Lavocedellevalli: «Una notizia sicuramente positiva, ma ora serve rapidità. Abbiamo incontrato lunedì i rappresentanti di EKN, che ci hanno confermato l’intenzione di proseguire». Milesi ha sottolineato che il primo obiettivo è l’elaborazione del progetto definitivo, con tutti i passaggi autorizzativi, a partire dal nulla osta della Soprintendenza.
L’amministrazione locale, da anni impegnata nel rilancio dell’ex località termale di riferimento della Lombardia, vede nel recupero del Grand Hotel un elemento chiave per rilanciare l’intero sistema turistico del territorio.
Un futuro da resort di lusso
Se rispettati i tempi e ottenute tutte le autorizzazioni, il Grand Hotel di San Pellegrino tornerà a essere un punto di riferimento del turismo di fascia alta, capace di dialogare con altre realtà d’eccellenza come il vicino centro termale. L’obiettivo dichiarato da EKN e Lombardini22 è una riqualificazione che combini ospitalità, benessere, sostenibilità e rispetto del valore storico dell’edificio.
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