Donne partigiane, storie di coraggio e scelta civile
A Bagnatica una serata teatrale che intreccia Resistenza, memoria e misericordia
Dopo il debutto con la narrazione del quadro di Rembrandt Il padre misericordioso, la rassegna “Esseri Umani. Essere Umani. Fruitori di Misericordia” torna con un nuovo appuntamento, questa volta teatrale. Sabato 25 ottobre 2025, alle ore 21, presso la Sala Pesenti Marzanni della Parrocchia di Bagnatica (via Ss. Redentore), l’attrice Federica Molteni porterà in scena la lettura teatrale “La guerra non ha un volto di donna. Partigiane”, accompagnata alla chitarra da Luigi Suardi.
Lo spettacolo si inserisce nella rassegna promossa dalla Parrocchia con il patrocinio del Comune di Bagnatica, ed è a ingresso libero, con la possibilità di lasciare un contributo volontario.
Storie dimenticate di donne resistenti
Maria Taino, Adriana Locatelli e Mimma Quarti: la Resistenza senza armi
La narrazione teatrale di Federica Molteni, che firma anche il testo originale, ridà voce a tre figure femminili della Resistenza bergamasca: Maria Taino, Adriana Locatelli e Mimma Quarti. Tre donne che scelsero di opporsi al nazifascismo senza armi, senza retorica, senza violenza. Attraverso i loro gesti quotidiani, trasformati in atti di coraggio civile, lo spettacolo esalta un modo diverso di combattere, fatto di umanità, dignità e misericordia attiva.
“A cosa serve parlare di loro, dopo tutto questo tempo?” si chiede Molteni nella presentazione. “Me lo sono chiesta a lungo, senza trovare risposta. Poi mi sono venute incontro le parole di Virginia Woolf: ‘Per essere me stessa, ho bisogno della luce che viene dagli occhi delle altre’”.
Misericordia come gesto umano che trasforma
Il teatro civile di Molteni dentro e oltre la memoria storica
Lo spettacolo nasce da una domanda profonda: cosa significa misericordia oggi? La risposta viene dallo stesso titolo della rassegna e dall’etimologia, come spiega Molteni.
“Parto dall’etimo della parola ‘misericordia’, che unisce miserere (avere compassione) e cor, cordis (cuore). È una parola che racconta un’azione viva, un intervento. Una parola che ha molto a che fare con il desiderio di portare cambiamento. Anche se la speranza sembra spegnersi, non possiamo restare impassibili di fronte al male”.
Attraverso un teatro di narrazione diretto e intenso, Molteni riattualizza storie del passato, mostrando come le esperienze delle partigiane possano ancora parlare al nostro presente. L’obiettivo è duplice: onorare la memoria e stimolare coscienze.
Una voce femminile nel teatro di impegno civile
Il percorso artistico di Federica Molteni e della compagnia Luna e GNAC
Federica Molteni è attrice, formatrice teatrale, esperta di letteratura per l’infanzia e fondatrice, insieme a Michele Eynard, della compagnia Luna e GNAC di Bergamo. Con all’attivo decine di produzioni replicate in Italia e all’estero (Spagna, Francia, Svizzera, Russia, Cina), è diventata un punto di riferimento nel teatro di narrazione. Tra i suoi monologhi più noti:
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Gino Bartali – Eroe silenzioso (oltre 300 repliche)
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Alfonsina Strada, pedala!
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Crape de legn – una storia d’artisti, d’amore e di trucioli
Per La guerra non ha un volto di donna. Partigiane, la produzione si avvale della collaborazione della compagnia Luna e GNAC, degli abiti di scena di Maria Barbara de Marco e della musica dal vivo di Luigi Suardi.
Info utili per partecipare
Ingresso gratuito, consigliata prenotazione o contatto informativo
La partecipazione alla serata è gratuita, con accesso libero fino a esaurimento posti. Per maggiori informazioni è possibile scrivere all’indirizzo eventiparrocchiabagnatica@gmail.com oppure contattare il numero WhatsApp 3496106668.
Una serata per ascoltare, ricordare e riflettere su quanto il coraggio possa assumere forme silenziose ma potenti. Un appuntamento che unisce arte, storia e spiritualità civile, in una cornice intima e coinvolgente.
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