La salma di Pamela torna a Bergamo: venerdì i funerali a Strozza

Concesso il nullaosta alla sepoltura: la camera ardente sarà aperta tra martedì e mercoledì. I familiari chiedono silenzio e rispetto nel dolore. Proseguono a Milano le audizioni sui mesi di violenze prima del femminicidio.

pamela genini

La Procura ha concesso nella mattinata di lunedì 20 ottobre il nullaosta alla sepoltura di Pamela Genini, la 29enne uccisa a Milano il 14 ottobre con oltre trenta coltellate dal suo compagno, Gianluca Soncin. La salma verrà trasferita martedì nella casa del commiato di Villa d’Almè, dove sarà allestita la camera ardente. L’accesso sarà riservato solo a familiari e amici più stretti, che potranno rendere omaggio a Pamela tra martedì pomeriggio e per l’intera giornata di mercoledì.

I funerali sono stati fissati per venerdì 24 ottobre alle ore 10.30 a Strozza, paese della Valle Imagna dove vive la madre della giovane. Dopo la cerimonia, la tumulazione avverrà nel cimitero comunale. La famiglia ha chiesto espressamente riservatezza: sul citofono della casa materna è comparso un cartello scritto a mano in cui si legge: “Non rilasciamo più interviste. Abbiamo già detto tutto. Lasciateci nel nostro lutto, chiediamo rispetto”.

Nelle scorse ore, a Milano, centinaia di persone hanno partecipato a una fiaccolata organizzata “Per Pamela e per tutte”, cui era presente anche la madre, Una Smirnova. Un gesto collettivo di vicinanza e denuncia, che ha unito società civile, attiviste e cittadini nel ricordo della vittima e nella richiesta di protezione più efficace contro la violenza di genere.

Le indagini: da lunedì le audizioni in Procura

Parallelamente al percorso verso i funerali, proseguono le indagini coordinate dalla Procura di Milano. Nella giornata di lunedì 20 ottobre sono iniziate le audizioni delle persone informate sui fatti, tra cui amici, conoscenti e figure vicine alla vittima. L’obiettivo è ricostruire l’anno e mezzo di minacce, aggressioni e vessazioni che Pamela avrebbe subito da Soncin, per verificare eventuali precedenti penalmente rilevanti e omissioni di tutela.

Secondo quanto emerso, la giovane aveva più volte confidato episodi di gravissima violenza, tra cui un tentativo di accoltellamento, l’uso di una pistola puntata al ventre, un’aggressione fisica durante una vacanza all’Isola d’Elba e un episodio — raccontato dall’amico ed ex fidanzato Francesco — in cui Soncin avrebbe tentato di “buttarla giù dal balcone”.

Sono al vaglio anche i tabulati telefonici, i movimenti dell’uomo, la sua rete di conoscenze e le documentazioni sanitarie relative a precedenti aggressioni. Tra queste, il referto dell’ospedale di Seriate datato settembre 2024, quando Pamela si presentò con un dito rotto dopo un pestaggio avvenuto a Cervia, senza però procedere con denuncia formale.

Indagini parallele anche a Bergamo

Sulla mancata attivazione tempestiva del “codice rosso” e delle misure di protezione — che avrebbero potuto prevenire l’escalation — indaga anche la Procura di Bergamo, con un fascicolo conoscitivo privo, per ora, di indagati. Le verifiche riguardano l’eventuale assenza di coordinamento tra le autorità territoriali di Ravenna e Bergamo nelle settimane precedenti al femminicidio.

Redazione

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