L’arresto a Bergamo: eseguita la misura cautelare
Venerdì 31 ottobre, i Carabinieri del Comando provinciale di Bergamo hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 34enne residente a Bergamo, accusato di violenza sessuale aggravata, atti persecutori, cessione di stupefacenti e violenza privata. Il provvedimento è emesso dal Gip su richiesta della Procura, che coordina le indagini.
Il giudice ha ritenuto inadeguate le misure meno restrittive, vista la gravità dei reati, la persistente pericolosità dell’indagato e la disponibilità di ulteriori dosi del farmaco utilizzato per narcotizzare le vittime.
I contatti online e l’uso dei farmaci per gli abusi
Le indagini nascono dalle denunce di due donne che avevano conosciuto l’uomo attraverso siti di incontri, dove lui si presentava con identità false. Durante gli incontri, secondo quanto riportano i Carabinieri, avrebbe somministrato potenti farmaci oppioidi alle vittime per ridurne la lucidità e renderle incapaci di opporsi agli abusi.
Le donne riferiscono di aver bevuto bevande preparate dall’indagato, per poi perdere conoscenza e risvegliarsi con sintomi compatibili con l’assunzione di narcotici e lesioni fisiche di natura traumatica.
Ricatti, minacce e persecuzioni
Approfittando della condizione di incoscienza delle vittime, l’uomo avrebbe scattato foto e registrato video a loro insaputa, successivamente utilizzati per ricatti o per costringerle ad altri incontri, minacciandole di diffondere i contenuti. In un caso, avrebbe anche continuato le minacce nonostante fosse già stato perquisito nel corso delle indagini.
Una delle due donne ha raccontato ai carabinieri di aver subìto pedinamenti, appostamenti, telefonate e messaggi minacciosi, nonché controlli remoti del cellulare, tramite applicazioni installate a sua insaputa o funzioni web utilizzate per accedere alle sue conversazioni private.
Sequestri, prove e abitudini documentate
Nel febbraio 2025, i carabinieri avevano già eseguito una perquisizione domiciliare a casa dell’indagato, sequestrando dispositivi elettronici e farmaci oppioidi. I medicinali, pur legalmente prescritti a un familiare, erano utilizzati dall’uomo in modo illecito per fini di abuso.
L’analisi dei dispositivi rivela chat compromettenti, foto e video che documentano gli abusi, e conversazioni in cui l’uomo si vanta degli “esperimenti” condotti sulle vittime. In alcuni messaggi, propone anche ad altri l’uso dello stesso farmaco, dimostrando piena consapevolezza della sua pericolosità e disponibilità a fornirlo a terzi.
L’invito dei Carabinieri: «Denunciate comportamenti sospetti»
Considerata la gravità dei fatti e la possibilità che altre donne siano state coinvolte, i Carabinieri di Bergamo lanciano un invito pubblico:
«Le donne che sospettano di essere state vittime di episodi simili sono invitate a rivolgersi senza esitazione ai comandi dei Carabinieri del proprio territorio».
Il farmaco utilizzato, spiegano gli investigatori, può causare gravi danni se assunto in dosi sbagliate, oltre a compromettere completamente la lucidità mentale. L’indagine rimane aperta per accertare eventuali altri episodi e identificare possibili ulteriori vittime.
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