A Bergamo trovare una casa in affitto è ancora una sfida complessa, soprattutto per i giovani under 35. Nonostante l’impegno del Comune, che ha rilanciato il “Fondo abitare under 35”, l’iniziativa ha finora raccolto circa 100 adesioni, a fronte di una domanda potenzialmente molto più alta. Il bando resterà aperto fino al 1° dicembre, con la speranza che l’ultima fase della campagna porti a un numero maggiore di richieste.
Il fondo, introdotto lo scorso maggio da Palafrizzoni, offre un contributo mensile da 150 a 200 euro, in base alla fascia Isee, suddivisa in tre scaglioni tra i 15.000 e i 40.000 euro annui. La durata del sostegno arriva fino a 36 mesi, un aiuto concreto per chi cerca stabilità abitativa, ma che spesso non basta a coprire il divario tra domanda e offerta.
In città, i canoni di locazione sono elevati: un bilocale può arrivare facilmente a 700-800 euro al mese, rendendo difficile l’accesso al mercato per chi ha entrate limitate o precarie. Il Comune ha cercato di rafforzare la visibilità dell’iniziativa, lanciando una nuova campagna di comunicazione diretta e trasparente, con l’obiettivo di sensibilizzare anche i proprietari di immobili sfitti.
Su questo punto è intervenuta anche l’assessora alle politiche abitative, Claudia Lenzini, che ha evidenziato come in città vi siano migliaia di appartamenti privati inutilizzati: «A volte per mancanza di manutenzione, a volte per il timore di affittare. Ma questi vuoti rappresentano non solo una perdita economica per i proprietari, ma anche un’occasione mancata per la collettività».
Il Fondo abitare under 35 si inserisce in una strategia più ampia di sostegno all’autonomia giovanile, mirando a creare opportunità reali per chi cerca casa senza potersi permettere i prezzi del libero mercato. Tuttavia, la scarsità di alloggi a canone accessibile continua a limitare l’efficacia di questi strumenti, rendendo necessario un coinvolgimento più attivo dei proprietari privati, anche attraverso garanzie pubbliche e incentivi alla ristrutturazione.
Il Comune invita tutti gli interessati a presentare domanda entro il 1° dicembre, tramite i canali istituzionali, e rilancia l’appello ai cittadini affinché aprano le porte delle loro case inutilizzate. L’intento è quello di costruire una città più inclusiva e abitabile, dove i giovani possano trovare non solo un tetto, ma un progetto di vita.
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