Un grave episodio di violenza ha scosso il quartiere Redona, dove un ragazzo di 13 anni è stato aggredito e colpito alla testa con una bottiglia dopo essersi rifiutato di consegnare dei soldi. Il fatto è avvenuto domenica pomeriggio intorno alle 16, in piazza don Sergio Colombo, nei pressi del bar Chapeau, mentre il giovane si stava recando all’oratorio per partecipare a una caccia al tesoro.
Secondo quanto ricostruito, il tredicenne è stato accerchiato da tre ragazzi, descritti dalla vittima come di origine straniera, che gli hanno intimato di consegnare il denaro in suo possesso. Al rifiuto del ragazzo, che ha tentato di allontanarsi, è scattata l’aggressione. I tre lo hanno inseguito e uno di loro lo ha colpito alla testa con una bottiglia di vetro, per poi darsi alla fuga.
Impaurito e ferito, il giovane è stato soccorso da alcuni passanti, che lo hanno aiutato a contattare i genitori. La madre ha immediatamente allertato il 112, facendo intervenire un’ambulanza e la Polizia di Stato. Il ragazzo è stato trasportato in codice verde all’ospedale Bolognini di Seriate, dove è stato medicato per una ferita alla testa e successivamente dimesso.
Sul posto sono intervenuti gli agenti delle Volanti della questura, che hanno raccolto la descrizione degli aggressori e degli abiti indossati al momento dell’episodio. Le ricerche immediate non hanno dato esito, ma sono in corso le verifiche sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza, sia private sia pubbliche, presenti nella zona e nei locali vicini, per risalire all’identità dei responsabili.
L’aggressione di Redona si inserisce in un quadro sempre più preoccupante. Quello di domenica rappresenta infatti l’ennesimo episodio di rapina o tentata rapina attribuito a baby gang ai danni di giovanissimi. Solo la settimana precedente, in città si sono registrati otto casi simili nell’arco di appena 14 ore, un dato che alimenta l’allarme tra famiglie e residenti.
L’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza urbana e sulla necessità di interventi mirati, soprattutto nelle aree frequentate da minori e nei luoghi di aggregazione giovanile. Le indagini proseguono, mentre cresce la richiesta di maggiore prevenzione e controlli per contrastare un fenomeno che appare in costante aumento.
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