Monterosso, 18enne rapinato e picchiato: denunciato un 16enne

Aggredito mentre andava a prendere la sorella, ferito al volto e derubato di 70 euro. Due complici in fuga

carabinieri

Ancora un episodio di violenza giovanile a Bergamo. Sabato 14 febbraio, poco prima delle 13, un ragazzo appena diciottenne è stato aggredito e rapinato nel quartiere di Monterosso mentre stava andando a prendere la sorellina. Tre coetanei lo hanno avvicinato chiedendo con insistenza del denaro. Al suo rifiuto, uno di loro lo ha colpito con due pugni al volto.

Il giovane è stato costretto a consegnare circa 70 euro, prima che il terzetto si desse alla fuga. L’aggressione è avvenuta lungo il tragitto che il ragazzo percorreva per raggiungere la sorella. In un primo momento i tre avrebbero chiesto “due euro”, ma al diniego sarebbero passati alle vie di fatto.

Il diciottenne ha riportato lesioni a uno zigomo, giudicate guaribili in trenta giorni dai medici del pronto soccorso, dove si è recato dopo aver dato l’allarme. Sul posto sono intervenute rapidamente le Volanti della polizia di Stato, avviando le ricerche sulla base della descrizione fornita dalla vittima e della direzione di fuga indicata.

Due dei presunti responsabili sono riusciti a far perdere le proprie tracce. Il terzo, invece, è stato individuato mentre saliva su un autobus dell’Atb. Gli agenti hanno intercettato il mezzo e lo hanno bloccato alla prima fermata utile. Si tratta di un sedicenne, denunciato per rapina in concorso. Durante il controllo aveva nascosto parte del bottino, 50 euro, in un calzino.

Le indagini proseguono per identificare e rintracciare i due complici fuggiti. L’episodio si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso le cosiddette baby gang, protagoniste di diversi fatti analoghi in città.

La giornata di sabato è stata particolarmente impegnativa per la Questura di Bergamo. Pochi minuti dopo l’aggressione a Monterosso, gli agenti sono intervenuti anche per il tentato rapimento di una bambina all’Esselunga di via Corridoni, episodio che ha ulteriormente allarmato l’opinione pubblica.

Si tratta del secondo caso simile in due giorni. Venerdì 13 febbraio, fuori da un istituto scolastico, due minorenni di 15 e 17 anni avevano minacciato uno studente per farsi consegnare le cuffie AirPods. In quell’occasione il padre della vittima, allertato dal figlio, aveva contribuito a rintracciare uno dei presunti autori, trovato con un coltello nascosto alla caviglia. Il secondo era stato individuato poco dopo grazie alla geolocalizzazione del dispositivo, lungo la linea Teb in direzione Albino. Per entrambi è scattata l’accusa di rapina aggravata in concorso.

L’episodio di Monterosso riaccende i riflettori sul fenomeno delle aggressioni tra giovanissimi, con vittime coetanee e modalità spesso analoghe: richieste di denaro o oggetti, minacce e violenza fisica. Le forze dell’ordine proseguono gli accertamenti per ricostruire l’intera dinamica e assicurare alla giustizia tutti i responsabili.

Redazione

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