Un nuovo campanello d’allarme arriva dalla montagna bergamasca, dove le condizioni ancora invernali in quota stanno creando situazioni di rischio per gli escursionisti. A Valbondione, lungo il percorso verso il rifugio Curò, una slavina residua rende particolarmente pericoloso il transito sul sentiero 305, noto come “panoramica”.
Nonostante le temperature primaverili nei fondovalle, in quota la situazione è ben diversa. Neve dura e ghiaccio persistono lungo diversi tratti, sorprendendo chi parte senza l’equipaggiamento adeguato. È proprio questo contrasto a generare i maggiori pericoli, con escursionisti che si trovano impreparati ad affrontare condizioni tipicamente invernali.
Il punto più critico si trova a pochi minuti dal rifugio Curò, dove un accumulo di neve – residuo di una vecchia slavina – obbliga a attraversare un pendio lungo circa cinquanta metri. Sotto il tratto si apre un salto di quasi duecento metri, rendendo ogni errore potenzialmente fatale. Si tratta di una zona già nota per la sua pericolosità, dove in passato si sono verificati anche incidenti mortali.
Negli ultimi giorni si sono registrati due episodi che confermano l’elevato livello di rischio. Venerdì pomeriggio un escursionista ha richiesto l’intervento dei soccorsi dopo essersi reso conto della situazione critica. L’uomo è stato recuperato con l’elisoccorso, evitando conseguenze più gravi. Il giorno successivo, un altro escursionista è scivolato nello stesso punto, riuscendo però a salvarsi aggrappandosi ad alcuni arbusti e risalendo autonomamente.
Di fronte a questi episodi, il Soccorso alpino ha ribadito con forza la necessità di evitare il sentiero panoramico in questo periodo. La raccomandazione è di utilizzare il percorso invernale 332, meno conosciuto ma attualmente l’unico considerato sicuro per raggiungere il rifugio in presenza di neve e ghiaccio.
Fondamentale anche l’equipaggiamento. Ramponi e piccozza sono indispensabili per affrontare tratti innevati o ghiacciati, strumenti spesso assenti tra gli escursionisti meno esperti o attirati dalle condizioni miti a valle. Proprio questa falsa percezione di sicurezza rappresenta uno dei principali fattori di rischio.
Il Soccorso alpino invita alla massima prudenza e a una corretta pianificazione delle escursioni. Le condizioni della montagna possono cambiare rapidamente con l’altitudine, e sottovalutarle può avere conseguenze gravi.
L’episodio di Valbondione evidenzia ancora una volta quanto sia importante affrontare l’ambiente montano con consapevolezza, preparazione e rispetto delle condizioni reali, evitando comportamenti imprudenti che possono mettere a rischio la propria vita e quella dei soccorritori.
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