Il consumo di alcol: un fenomeno preoccupante
A Bergamo, l’abuso di alcol rappresenta un problema significativo per la salute pubblica, con un numero crescente di accessi ai Pronto soccorso a causa di intossicazioni da alcol. Nel corso dell’anno, su un totale di 1.431 accessi, ben 1.109 sono stati causati dal consumo eccessivo di alcol, pari al 77% del totale. Questi dati sono stati elaborati dal Servizio Epidemiologico dell’Ats di Bergamo, che ha sottolineato l’importanza di affrontare questo fenomeno, specialmente nel mese di aprile, dedicato alla “prevenzione alcologica” e alla sensibilizzazione sui rischi dell’abuso di alcol.
L’accesso tardivo ai servizi: una problematicità da affrontare
Un aspetto critico del trattamento delle dipendenze da alcol riguarda l’accesso tardivo ai servizi di cura. In molti casi, i giovani arrivano già con una compromissione clinica avanzata, rendendo più difficile l’intervento. Per questo motivo, si sta pensando di creare delle strutture “spoke”, cioè sedi secondarie, nei vari punti del territorio, per rendere l’accesso ai servizi più facile e meno stigmatizzato. Tali servizi sono pensati per offrire consulenze, sia in strutture ospedaliere che in altre strutture sanitarie, in modo da raggiungere un numero maggiore di persone.
Dalla dipendenza da alcol alla coesistenza con altri abusi
Le persone che cercano aiuto per abuso di alcol a Bergamo non sono omogenee. I dati suggeriscono che il profilo più comune è quello di uomini sopra i 50 anni che consumano grandi quantità di alcol in modo continuativo. Tuttavia, anche altri gruppi sono rappresentati: dai 30 ai 50 anni, che spesso associano il consumo di alcol all’uso di cocaina, ai giovani che praticano il binge drinking, noto come le “abbuffate alcoliche”. Inoltre, si registrano anche casi di donne adulte, spesso con storie di traumi e disturbi dell’umore, che ricorrono all’alcol come forma di automedicazione.
I servizi sanitari a Bergamo: potenziamento e diffusione sul territorio
L’Ats di Bergamo, insieme al Serd (Servizio Dipendenze), ha cercato di affrontare la problematica con una serie di interventi, tra cui la creazione di centri dedicati sul territorio. In particolare, sono stati presentati dei servizi durante la Giornata mondiale della salute e l’Open day delle Case di Comunità, al fine di rendere le informazioni più accessibili ai cittadini. Sono inoltre previsti momenti di formazione per il personale, con l’obiettivo di migliorare la risposta ai casi di abuso.
Il ruolo del “Papa Giovanni” e delle strutture locali
Il “Papa Giovanni”, il principale ospedale di Bergamo, ha intensificato il suo impegno nella cura delle dipendenze, cercando di portare i servizi al di fuori delle strutture ospedaliere per raggiungere un pubblico più ampio. L’ospedale ha avviato delle consulenze dedicate ai giovani e ha predisposto attività di primo livello in vari comuni, come Zogno e Sant’Omobono, per rispondere alle necessità di valutazione infermieristica e di consulenza medica.
Come superare lo stigma dei servizi per le dipendenze
Secondo alcuni esperti locali, uno degli ostacoli principali nell’accesso ai servizi è lo stigma che ancora circonda le persone che cercano aiuto per problemi di alcolismo o dipendenza. È importante sensibilizzare la comunità sull’idea che i servizi per le dipendenze non sono solo per “alcolisti” o “drogati”, ma sono pensati per chiunque voglia ricevere una consulenza, come farebbe per qualsiasi altro disturbo di salute. Per ridurre il pregiudizio, è essenziale rendere le strutture per le dipendenze il più neutre e accessibili possibile.
I piani per il futuro: una risposta tempestiva e informata
Per migliorare la risposta ai casi di abuso di alcol, è stato attivato un servizio di “fast track” nei Pronto soccorso, che consente ai pazienti di ricevere informazioni immediate e accesso a consulti in telemedicina. Questo approccio mira a rendere la risposta più rapida e mirata, facilitando l’invio di pazienti ai servizi specialistici. Anche ad aprile, il Servizio Dipendenze dell’Asst Bergamo Est ha organizzato eventi e incontri formativi per sensibilizzare ulteriormente la popolazione e i professionisti del settore.
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