“La Vita Resistente” a Mozzo il 24 luglio
Venerdì 24 luglio alle ore 21.30, presso Villa Dorotina a Mozzo in via Dorotina, 2, andrà in scena lo spettacolo teatrale “La Vita Resistente”, scritto da Marcela Serli e Andrea Collavino.
L’appuntamento, con ingresso gratuito, rientra nella rassegna A levar l’ombra da terra, realizzata in collaborazione con il Comune di Mozzo. Lo spettacolo propone un viaggio tra ricordi, esperienze condivise e momenti capaci di costruire il senso della comunità.
Un rito collettivo tra teatro, memoria e vissuto personale
Ispirato alla lettura de “La scomparsa dei riti” del filosofo contemporaneo Byung-Chul Han, il lavoro di Serli e Collavino nasce come una partitura a due destinata a coinvolgere più persone e personaggi.
Gli autori costruiscono un atto teatrale di condivisione simile a un rito, uno spazio nel quale possono emergere ricordi personali e privati. Dopo anni di esperienza nel mondo del teatro, i due artisti scelgono di lavorare insieme per creare un momento collettivo, una tragicommedia di gruppo capace di emozionare e allo stesso tempo offrire conforto.
“La Vita Resistente” è uno spettacolo che può far male, ma che riesce anche a consolare, mettendo al centro le esperienze comuni che attraversano ogni esistenza.
La scomparsa dei riti e i gesti condivisi
Spegnere le candeline al buio cantando tutti la stessa canzone, vegliare una persona cara in silenzio, partecipare a una manifestazione: sono gesti semplici che rappresentano i riti e le cerimonie della vita quotidiana.
Queste azioni umane autentiche sono capaci di trasformare l’esistenza in qualcosa di festoso e simbolico. La loro progressiva scomparsa, invece, rischia di rendere la vita più distante dalla dimensione collettiva, trasformandola in una semplice sopravvivenza.
Lo spettacolo racconta la storia di tutti gli esseri umani, persone che abitano la Terra nello stesso tempo e che condividono passaggi fondamentali dell’esistenza.
Marcela Serli sul significato dello spettacolo
«Ho proposto ad Andrea – racconta Marcela Serli – di lavorare su questo testo perché mi colpiva soprattutto l’idea che la scomparsa dei riti non significhi soltanto la perdita di alcune tradizioni, ma la perdita di quei gesti che danno forma al tempo e alle relazioni. Byung-Chul Han racconta una società in cui tutto deve essere veloce, produttivo, consumabile, e in cui rischiamo di perdere gli spazi della condivisione e della memoria. Da quella lettura è nata una domanda che ci accompagna ancora oggi: che cosa rende una vita resistente? Non abbiamo cercato una risposta nella teoria, ma nella materia viva delle nostre esistenze: i ricordi, le famiglie, i passaggi che segnano ogni vita. Ci siamo accorti che, pur provenendo da mondi molto diversi, siamo attraversati dagli stessi riti: la nascita, la scuola, gli amori, le separazioni, le feste, i lutti. Sono esperienze che appartengono a tutti e che continuano a costruire una comunità».
È proprio la grazia delle gioie e delle sconfitte, secondo l’idea alla base dello spettacolo, a rendere la vita di ogni persona resistente.
Cambio sede in caso di maltempo e info utili
In caso di pioggia lo spettacolo “La Vita Resistente” si svolgerà presso l’Auditorium “Anna Maria Mozzoni” di Mozzo, in via Piatti, 5.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare la biblioteca scrivendo all’indirizzo biblioteca@comune.mozzo.bg.it oppure telefonando al numero 035 455 6685.


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