Nuovo passaggio giudiziario nel procedimento relativo all’omicidio di Yara Gambirasio. La Corte d’Assise di Bergamoha fissato per il 5 ottobre un’udienza in camera di consiglio dedicata all’istanza presentata dalla difesa di Massimo Bossetti, condannato in via definitiva all’ergastolo per l’uccisione della tredicenne scomparsa a Brembate Sopra il 26 novembre 2010.
L’iniziativa è stata promossa dagli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, che chiedono di poter procedere a una nuova ricognizione dei reperti e dei campioni biologici raccolti nel corso delle indagini. La richiesta comprende anche l’acquisizione della documentazione tecnica, amministrativa e di laboratorio relativa ai materiali conservati, oltre all’autorizzazione per lo svolgimento di ulteriori attività tecniche.
Tra le istanze avanzate dalla difesa figura anche la possibilità di acquisire le caratterizzazioni genetiche anonimizzate, già disponibili in formato cartaceo, nell’ambito di un approfondimento sulle prove scientifiche raccolte durante l’inchiesta.
Secondo i legali di Bossetti, la necessità di avanzare queste richieste sarebbe emersa dopo la recente consegna della documentazione fotografica realizzata dal RIS di Parma nel corso delle indagini. L’esame delle immagini ad alta definizione e dei reperti avrebbe infatti portato la difesa a formulare nuove osservazioni.
L’avvocato Claudio Salvagni ha spiegato che il materiale visionato avrebbe evidenziato elementi ritenuti meritevoli di ulteriori approfondimenti. L’obiettivo della richiesta è ottenere chiarimenti sui rilievi formulati dalla difesa e poter esaminare direttamente reperti e campioni biologici, nell’ottica di ulteriori verifiche.
In vista dell’udienza del 5 ottobre, le parti coinvolte nel procedimento potranno depositare memorie. Oltre alla Procura, parteciperanno anche i legali della famiglia di Yara Gambirasio. Massimo Bossetti, detenuto in carcere, avrà invece la possibilità di assistere all’udienza tramite collegamento in videoconferenza.
La decisione della Corte d’Assise riguarderà esclusivamente la richiesta avanzata dalla difesa e l’eventuale autorizzazione alle attività richieste, senza incidere sulla condanna definitiva già pronunciata nei confronti dell’ex muratore di Mapello.
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