Dottorato Nazionale in Peace Studies: l’Università di Bergamo tra le protagoniste

L’Ateneo bergamasco conferma il proprio contributo scientifico e organizzativo nel principale percorso italiano dedicato alla ricerca sulla pace, finanziando una borsa per il 42° ciclo e partecipando alla governance del programma internazionale con una rete di università e istituzioni

L’Università di Bergamo e il Dottorato in Peace Studies

L’Università degli studi di Bergamo conferma il proprio impegno nel Dottorato Nazionale in Peace Studies (Studi sulla Pace), promosso dalla Rete delle Università Italiane per la Pace (RUniPace) e coordinato da Sapienza Università di Roma.

L’Ateneo orobico partecipa fin dalla nascita del percorso con un ruolo scientifico e organizzativo rilevante, contribuendo alla costruzione di una rete accademica nazionale dedicata allo studio interdisciplinare della pace, alla prevenzione dei conflitti e alla promozione di modelli sociali fondati sul dialogo.

Per il 42° ciclo l’Università di Bergamo finanzia una borsa di dottorato, confermando un investimento che negli ultimi tre anni ha portato al sostegno complessivo di due borse di studio.

Candidature internazionali e crescita del percorso accademico

Si è conclusa la fase di candidatura per il 42° ciclo del Dottorato Nazionale in Peace Studies, registrando 352 domande regolarmente perfezionate provenienti da 35 Paesi del mondo.

Il dato conferma la crescente rilevanza internazionale del programma, con una partecipazione composta da 272 candidature italiane e da numerose richieste provenienti da Europa, Asia, Africa e Americhe.

Tra i Paesi rappresentati figurano Afghanistan, Albania, Azerbaigian, Bosnia, Bulgaria, Canada, Colombia, Corea, Eritrea, Gabon, Grecia, Guinea, Honduras, Macedonia del Nord, Marocco, Messico, Nepal, Serbia, Zimbabwe, oltre ad Argentina, India, Iraq, Pakistan, Romania, Siria, Ucraina, Polonia, Turchia, Brasile, Egitto, Palestina, Uzbekistan, Cina, Russia e Iran.

Il percorso si conferma quindi un riferimento internazionale per chi intende approfondire i temi della pace, della mediazione e della trasformazione nonviolenta dei conflitti.

Il contributo dell’Ateneo bergamasco

L’Università degli studi di Bergamo ricopre un ruolo significativo all’interno della struttura del Dottorato Nazionale in Peace Studies.

L’Ateneo è rappresentato nel Collegio dei docenti con tre professori, coordina uno dei dieci curricula attraverso un proprio referente e conta un dottorando già ammesso nel primo ciclo del programma.

Per le selezioni relative al 42° ciclo, inoltre, la Prorettrice alla valorizzazione delle conoscenze e ai rapporti con il territorio, professoressa Elisabetta Bani, ricopre il ruolo di Presidente della Commissione giudicatrice.

«La partecipazione così ampia e internazionale al Dottorato Nazionale in Peace Studies conferma quanto la ricerca sulla pace rappresenti oggi un ambito strategico per comprendere e affrontare le grandi sfide del nostro tempo. L’Università degli studi di Bergamo è orgogliosa di contribuire in modo concreto a questo progetto, investendo in borse di dottorato e mettendo a disposizione competenze scientifiche e accademiche. Formare ricercatrici e ricercatori capaci di studiare, interpretare e promuovere la cultura della pace significa investire sul futuro della società e sul ruolo che l’università può svolgere nella costruzione di comunità più giuste, inclusive e dialoganti», spiega la professoressa Bani.

La pace in prospettiva interdisciplinare

Il Dottorato Nazionale in Peace Studies rappresenta oggi il principale programma italiano dedicato allo studio interdisciplinare della pace, della prevenzione e trasformazione nonviolenta dei conflitti, della mediazione e dei diritti umani.

Il percorso formativo si articola in dieci curricula:

  • Tecnologia, sostenibilità e pace
  • Identità, Memorie, Religioni e Pace
  • Costruzione della pace, diritti umani, diritti dei popoli
  • Educazione alla pace e migrazioni
  • Architetture e paesaggi di pace
  • Spazio, territori, risorse e narrazioni nella prospettiva della pace
  • Economia della pace
  • Letterature, arti, filosofie e immaginari di pace
  • Giustizia riparativa, giustizia di transizione e trasformazione nonviolenta dei conflitti
  • Dinamiche, processi e attori nelle relazioni internazionali

Tra i curricula con il maggior numero di candidature per il 42° ciclo si distingue il curriculum Identità, Memorie, Religioni e Pace, che ha raccolto 79 domande, seguito da Tecnologia, sostenibilità e pace, con 63 candidature.

Una rete nazionale di università e istituzioni partner

Il progetto coinvolge un’ampia rete composta da università italiane e istituzioni partner, con il coordinamento di Sapienza Università di Roma e il sostegno della Rete delle Università Italiane per la Pace.

Fanno parte del network:

Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Università degli Studi di Bergamo, Università degli Studi di Brescia, Università degli Studi di Cagliari, Università della Campania Luigi Vanvitelli, Università degli Studi Magna Grecia di Catanzaro, Università degli Studi G. D’Annunzio Chieti-Pescara, Università degli Studi di Ferrara, Università degli Studi dell’Aquila, Università degli Studi di Messina, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Università degli Studi di Napoli L’Orientale, Università degli Studi di Napoli Federico II, Università degli Studi di Padova, Università degli Studi di Palermo, Università degli Studi di Perugia, Università per Stranieri di Perugia, Università degli Studi di Pisa, Università Mediterranea di Reggio Calabria, Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Università degli Studi Roma Tre, Università per Stranieri di Siena, Università degli Studi di Torino, Politecnico di Torino, Università degli Studi di Trento e Università UNITELMA Sapienza.

34 borse di studio per le nuove competenze sulla pace

Il Dottorato Nazionale in Peace Studies mette a disposizione complessivamente 34 borse di studio, sia a tema vincolato sia generiche, finanziate dalle università aderenti e dagli enti sostenitori.

Tra i partner che contribuiscono al programma figurano l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Caritas e la Fondazione Bruno Kessler di Trento.

Attraverso questa rete accademica e istituzionale, il dottorato punta a formare nuove generazioni di ricercatrici e ricercatori capaci di analizzare le dinamiche dei conflitti contemporanei e sviluppare strumenti scientifici per la costruzione di società più inclusive, sostenibili e orientate alla pace.

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