Dal Museo Caffi di Bergamo agli USA: i reperti Beltrami raccontano la cultura Dakota

La collezione storica bergamasca attraversa l’oceano per un evento dedicato alle tradizioni native americane: il Museo Caffi e i suoi reperti raccontano la cultura pellerossa

Prestito internazionale per un patrimonio unico

La città di Bergamo porterà in Minnesota una delle sue collezioni museali più preziose. Il Comune ha infatti autorizzato il prestito temporaneo di sedici reperti etnografici appartenenti alla collezione Beltrami, custodita presso il Museo Civico di Scienze Naturali “Enrico Caffi”.

Gli oggetti saranno protagonisti, nella primavera del 2027, di una mostra organizzata dal Minneapolis Institute of Art in collaborazione con la Shakopee Mdewakanton Sioux Community.

L’esposizione nasce con l’obiettivo di valorizzare una testimonianza fondamentale della storia e della cultura delle popolazioni native americane, creando un collegamento diretto tra comunità attraverso manufatti raccolti oltre due secoli fa dall’esploratore bergamasco Costantino Beltrami durante il viaggio del 1823 alla ricerca delle sorgenti del Mississippi, chiamato Wakpa Tanka nella lingua Dakota.

Gli oggetti di Beltrami nelle terre d’origine

I reperti raccolti da Costantino Beltrami durante il suo percorso nelle terre ancestrali dei Dakota, oggi conservati a Bergamo, torneranno nei luoghi legati alla loro origine.

Il trasferimento temporaneo offrirà alle comunità native, agli artisti e ai visitatori del Minnesota la possibilità di entrare in contatto diretto con testimonianze materiali della propria storia, delle proprie tradizioni e della propria identità culturale.

L’assessore Gandi: “Ruolo internazionale per Bergamo”

“Il prestito di alcuni reperti della collezione Beltrami al Minneapolis Institute of Art rappresenta un riconoscimento straordinario del valore del patrimonio custodito dal Museo Civico di Scienze Naturali ‘Enrico Caffi’ e del ruolo internazionale che Bergamo può svolgere nella tutela e nella valorizzazione della cultura.

La collezione raccolta da Costantino Beltrami nel 1823 durante il suo viaggio alla ricerca delle sorgenti del Mississippi è una testimonianza unica dell’incontro tra culture e rappresenta un patrimonio di enorme valore storico, scientifico ed etnografico. Portare questi oggetti negli Stati Uniti, proprio nei territori legati alla storia di quelle comunità native, significa non solo valorizzare una straordinaria collezione museale, ma anche favorire un dialogo culturale autentico tra istituzioni, studiosi e comunità.

Questa collaborazione con il Minneapolis Institute of Art e con la comunità nativa Shakopee ci permette di restituire agli oggetti della collezione Beltrami la loro dimensione più profonda: non semplici reperti da conservare, ma testimonianze vive di storie, identità e tradizioni che continuano a parlare al presente.

Dopo il grande percorso dedicato a Beltrami realizzato dal Museo in occasione di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023, questa nuova opportunità conferma la qualità del lavoro svolto dai nostri musei e la capacità delle istituzioni culturali cittadine di costruire relazioni internazionali di grande valore”.

A dichiararlo è Sergio Gandi, assessore alla cultura.

Il rapporto tra Bergamo e la comunità Shakopee

La collaborazione con la Shakopee Mdewakanton Sioux Community era iniziata già nel 2022, durante la mostra organizzata dal Museo Caffi per celebrare il bicentenario del viaggio di Beltrami.

In quell’occasione alcuni rappresentanti della comunità nativa avevano visitato per la prima volta a Bergamo gli oggetti raccolti nei loro territori, offrendo indicazioni preziose sul significato culturale dei reperti e sulle modalità più rispettose di conservazione e presentazione al pubblico.

Una collezione studiata da esperti internazionali

La collezione Beltrami rappresenta una delle raccolte etnografiche più importanti custodite dal Museo Civico di Scienze Naturali “Enrico Caffi”.

A partire dagli anni Settanta è stata oggetto di un’importante attività di studio e valorizzazione, anche grazie al contributo dell’etnografo Cesare Marino, per lungo tempo impegnato presso il Dipartimento di Antropologia dello Smithsonian Institution di Washington.

La raccolta continua inoltre ad attirare l’interesse di numerosi etnografi americani impegnati in ricerche sulla cultura nativa.

Tra i reperti conservati sono presenti alcuni degli oggetti più antichi conosciuti appartenenti alle culture originarie delle grandi praterie nordamericane, popolazioni che abitavano territori oggi compresi tra gli Stati Uniti d’America e il Canada.

Un esempio significativo è il flauto conosciuto negli ambienti etnico-musicali con il nome di “Beltrami flute”.

Il secondo prestito in due secoli

Questa sarà la seconda volta in duecento anni che alcuni reperti della collezione Beltrami vengono richiesti da istituzioni d’oltreoceano per eventi espositivi.

Il precedente risale al 1988, quando, in occasione delle Olimpiadi invernali, venne richiesto il prestito del tamburo da medicina.

Lo strumento divenne il simbolo della mostra “The Spirit Sings”.

Nel 2023, nell’ambito di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura, il Museo Caffi aveva dedicato all’esploratore la mostra “Costantino Beltrami, il sogno di un Nuovo Mondo”, realizzata per celebrare i duecento anni del viaggio che portò alla nascita della collezione.

Il direttore Marco Valle: “Riconoscimento per la nostra collezione”

“La richiesta presentata dal Minneapolis Institute of Art e dalla comunità nativa Shakopee è stata per noi un motivo di grande soddisfazione in quanto rappresenta il riconoscimento di un’incessante opera di conservazione e valorizzazione della collezione.

Opera che è iniziata nel lontano 1855 quando questi oggetti vennero donati alla comunità bergamasca dal nipote di Costantino Beltrami. Da allora esposti, prima come “curiosità raccolte dall’esploratore” e successivamente, a partire della fine del secolo scorso valorizzati per quello che effettivamente rappresentano: frammenti di una cultura che è stata devastata dal “progresso” imposto dai conquistatori.

Il significato che ora incarnano è certamente un motivo di orgoglio per la nostra comunità che ha saputo conservare attraverso i suoi istituti culturali questo patrimonio che altrimenti sarebbe andato perduto per sempre”.

A puntualizzarlo è Marco Valle, direttore del Museo di Scienze Naturali “Enrico Caffi”.

I sedici reperti destinati alla mostra americana

I sedici reperti destinati all’esposizione comprendono quattordici oggetti di proprietà del Museo Caffi e due appartenenti al Fondo Lucchetti, conservati in comodato presso il Museo.

Il prestito temporaneo sarà effettuato secondo le procedure previste dalla normativa vigente e con le necessarie autorizzazioni degli organi di tutela.

La mostra sarà inaugurata nella primavera del 2027 e resterà aperta fino all’estate dello stesso anno.

Al termine dell’esposizione, tutti i reperti torneranno al Museo Civico di Scienze Naturali “Enrico Caffi”, dove continueranno a essere custoditi e valorizzati come parte integrante del patrimonio culturale della città di Bergamo.

I reperti protagonisti della mostra

Mantello

Mantello in pelle di Bisonte con motivo solare chiamato “Sun burt” (sole splendente) o Warbonnette (casco di penne).

Flauto da corteggiamento

Il più antico flauto conosciuto dell’area delle grandi praterie. Costruito in legno di cedro, viene oggi riprodotto come “Beltrami flute”.

Cappotto

Dono della giovane Ojibwe Woascita, riconoscente perché il viaggiatore aveva salvato la vita a suo padre, il Grande Capo Cloudy Weather (Tempo Nuvoloso).

Dettaglio cappotto

La ricca finitura del cappotto presenta una foggia europea. Le decorazioni sono realizzate con pigmenti naturali e con aculei di porcospino ricamati nel tessuto.

Redazione

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