Sette giovanissimi della Bassa Val Seriana, oggi di età compresa tra i 15 e i 18 anni, sono destinatari di misure cautelari nell’ambito di un’indagine su una serie di presunte rapine, estorsioni e aggressioni avvenute tra il 2024 e il 2025. All’epoca dei fatti contestati erano tutti minorenni.
I provvedimenti, disposti dal gip del Tribunale per i minorenni di Brescia, sono stati eseguiti venerdì 7 agosto dai carabinieri della Stazione di Albino insieme ai militari del Nucleo operativo di Clusone. Le contestazioni riguardano tre distinti episodi ricostruiti attraverso testimonianze, immagini delle telecamere e altri elementi investigativi.
Due ragazzi sono stati collocati in comunità , mentre per gli altri cinque è stato disposto il collocamento presso l’abitazione familiare, accompagnato da precise prescrizioni comportamentali e dall’obbligo di permanere in casa dalle 21 alle 7.
Le indagini partite dalla denuncia della madre di un 13enne
Uno dei filoni più delicati dell’inchiesta riguarda quanto denunciato il 18 settembre 2025 dalla madre di un ragazzo che all’epoca aveva 13 anni.
Secondo la ricostruzione investigativa, la vicenda sarebbe cominciata nel novembre 2024 con l’acquisto di alcuni capi di abbigliamento contraffatti da un altro giovanissimo. Al momento della consegna sarebbe stato richiesto un prezzo superiore a quello inizialmente concordato.
Dopo un confronto tra le madri dei due ragazzi e la restituzione di 85 euro, la situazione avrebbe assunto contorni ben più gravi. Il tredicenne avrebbe iniziato a ricevere ripetute minacce di morte e di aggressioni, anche attraverso messaggi inviati in chat.
Le intimidazioni, secondo quanto ricostruito, sarebbero state accompagnate da continue richieste di denaro e da incontri organizzati anche in luoghi isolati. Complessivamente, il ragazzino avrebbe consegnato circa 4mila euro in diverse occasioni.
La situazione sarebbe proseguita fino alla fine di settembre 2025, quando, davanti a un’ulteriore richiesta di 500 euro, il giovane avrebbe raccontato tutto alla madre. Successivamente, stando agli elementi raccolti nell’indagine, anche la donna sarebbe stata destinataria di minacce e di una richiesta di denaro.
La vicenda avrebbe avuto conseguenze pesanti sulla quotidianità del minorenne, arrivato ad avere paura di uscire dalla propria abitazione.
Le accuse per l’aggressione a tre ragazzi
Un secondo episodio contestato risale al 6 settembre 2025. Due dei giovani coinvolti nell’indagine, insieme a un maggiorenne la cui posizione viene trattata separatamente, sono accusati di aver affrontato tre ragazzi.
Durante l’episodio una delle vittime sarebbe stata colpita con un calcio al volto per ottenere dieci euro. Anche questo fatto è entrato nel fascicolo coordinato dalla Procura per i minorenni di Brescia.
Gli investigatori hanno lavorato mettendo insieme le dichiarazioni delle persone coinvolte e gli altri riscontri disponibili, ricostruendo così le diverse condotte attribuite ai ragazzi.
La rapina sul regionale Bergamo-Treviglio
Un altro capitolo dell’inchiesta riguarda quanto sarebbe avvenuto il 17 maggio 2025 su un treno regionale Bergamo-Treviglio.
Sei dei sette giovani sono accusati di aver preso di mira un quindicenne che viaggiava insieme a due amici. Secondo la ricostruzione, la vittima sarebbe stata immobilizzata e privata di dieci euro custoditi nella cover del telefono. Anche gli amici intervenuti per aiutarla sarebbero stati aggrediti.
Dopo essere scesi alla stazione di Treviglio Ovest, i ragazzi avevano segnalato l’accaduto alla Polizia ferroviaria, facendo partire gli accertamenti.
Proprio per ricostruire questo episodio gli investigatori hanno utilizzato le immagini disponibili e un sistema algoritmico di identificazione facciale, seguito dalla comparazione fotografica e dagli accertamenti nelle banche dati. Le vittime avrebbero successivamente riconosciuto i presunti responsabili.
Due giovani collocati in comunitÃ
Al termine degli accertamenti, l’autorità giudiziaria minorile ha differenziato le misure sulla base delle singole posizioni.
Per un diciassettenne e per il quindicenne è stato disposto il collocamento in comunità . Il primo si trovava già in una struttura in seguito a un precedente arresto per diverse contestazioni. Per il secondo, il giudice ha considerato anche la possibilità di un percorso educativo e formativo legato alla giovane età .
Gli altri cinque dovranno invece rimanere presso le rispettive abitazioni familiari rispettando prescrizioni particolarmente rigide. Tra queste figura il divieto di uscire di casa nella fascia compresa tra le 21 e le 7, misura finalizzata anche a limitare la frequentazione di situazioni considerate a rischio e i possibili contatti con le vittime.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura per i minorenni di Brescia e condotta dai carabinieri, ha così ricostruito tre episodi distinti attribuiti, a vario titolo, ai giovani coinvolti. Le accuse dovranno ora essere valutate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.
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