Un incidente realmente avvenuto e, poco dopo, due telefonate costruite per ottenere denaro. È quanto accaduto a Chiuduno, dove un’anziana è finita nel mirino di alcuni truffatori mentre il nipote si trovava effettivamente in ospedale dopo essere rimasto ferito in seguito a una caduta dalla bicicletta.
La particolare coincidenza ha reso il tentativo di raggiro molto più credibile rispetto alle tradizionali truffe del falso parente. La donna, però, non si è lasciata convincere dalle richieste ricevute e non ha effettuato alcun pagamento. Successivamente l’episodio è stato denunciato ai carabinieri.
Il nipote cade dalla bicicletta e viene ricoverato
Tutto ha avuto origine dall’incidente che ha coinvolto il nipote dell’anziana. Il ragazzo era caduto dalla bicicletta riportando conseguenze tali da rendere necessario il trasferimento all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
Qui i sanitari avevano stabilito la necessità di sottoporlo a un intervento. La notizia aveva inevitabilmente provocato preoccupazione tra i familiari, compresa la nonna.
Proprio mentre la donna era in apprensione per quanto accaduto, sul telefono fisso di casa è arrivata una chiamata sospetta. Era trascorsa circa un’ora dall’incidente del nipote, una tempistica che ha reso ancora più particolare quanto avvenuto successivamente.
Dall’altra parte della linea una persona avrebbe infatti cercato di convincere l’anziana di essere proprio il ragazzo ricoverato.
La prima telefonata e la richiesta di denaro
Durante la conversazione, la voce che si presentava come quella del nipote ha spiegato di avere bisogno di soldi. La richiesta è quindi arrivata in un momento nel quale la donna sapeva che il giovane si trovava realmente in ospedale.
Il riferimento a una situazione vera ha dato maggiore credibilità al racconto, aumentando potenzialmente le possibilità di riuscita del tentativo di truffa.
Nonostante la preoccupazione per il nipote, l’anziana non ha però ceduto immediatamente alla richiesta. Poco tempo dopo, il telefono ha squillato nuovamente.
Questa volta a parlare era una donna.
Seconda chiamata: si spaccia per la madre del ragazzo
La seconda interlocutrice avrebbe sostenuto di essere la madre del giovane ricoverato, tornando sostanzialmente sulla medesima richiesta economica avanzata durante la precedente telefonata.
Il meccanismo puntava quindi a rafforzare la versione iniziale attraverso l’intervento di una seconda persona. Alla nonna è stato chiesto di disporre un bonifico, facendo leva ancora una volta sulla delicata situazione familiare.
Due chiamate a breve distanza e due presunti familiari coinvolti nella stessa richiesta avrebbero potuto rendere il racconto particolarmente convincente. L’anziana, tuttavia, è riuscita a riconoscere la situazione sospetta e a non consegnare denaro.
Il tentativo di raggiro si è quindi concluso senza alcuna perdita economica per la vittima.
La denuncia presentata ai carabinieri
Dopo quanto accaduto, l’episodio è stato segnalato alle forze dell’ordine. La donna ha denunciato il tentativo di truffa ai carabinieri, fornendo le informazioni relative alle telefonate e alle richieste economiche ricevute.
Resta particolarmente significativo il fatto che il tentativo sia avvenuto proprio mentre il nipote si trovava davvero al Papa Giovanni XXIII.
La circostanza ha infatti trasformato quello che avrebbe potuto apparire come uno dei numerosi tentativi di truffa telefonica in una situazione decisamente più difficile da riconoscere nell’immediato.
Il meccanismo del falso familiare
Lo schema utilizzato rientra nella tipologia delle truffe telefoniche nelle quali i malintenzionati si presentano come familiari della vittima o persone che agiscono per loro conto. Generalmente viene prospettata una situazione urgente, con l’obiettivo di ridurre il tempo disponibile per effettuare verifiche e spingere la persona contattata a consegnare denaro.
Nel caso avvenuto a Chiuduno, però, la vicenda presenta un elemento ulteriore: l’emergenza familiare non era inventata. Il ragazzo aveva realmente avuto un incidente, era stato trasportato in ospedale e doveva essere sottoposto a un intervento.
La nonna ha comunque evitato il bonifico richiesto, impedendo ai truffatori di raggiungere il proprio obiettivo.
L’episodio conferma quanto questo genere di raggiri possa diventare insidioso soprattutto quando le richieste economiche vengono formulate facendo leva sull’urgenza, sulla paura e sulla preoccupazione per una persona cara. Nel caso di Chiuduno, nonostante una coincidenza capace di rendere la storia particolarmente plausibile, il tentativo non è andato a buon fine e la vicenda è stata portata all’attenzione dei carabinieri.
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