La scritta “Boycott Israel” sullo stadio
La nuova stagione calcistica è iniziata a Bergamo con un episodio che ha suscitato forte attenzione. All’esterno dello stadio dell’Atalanta Bergamasca Calcio è stata proiettata la scritta “Boycott Israel” proprio all’antivigilia della prima sfida ufficiale dell’annata sportiva.
La partita vedeva affrontarsi l’Atalanta e l’Hapoel Tel Aviv FC in una gara internazionale valida per le qualificazioni alla fase campionato della Conference League. Un incontro che avrebbe dovuto essere esclusivamente un evento sportivo, ma che è stato accompagnato da tensioni legate al conflitto politico internazionale.
Il richiamo del Progetto Dreyfus contro l’antisemitismo
Il Progetto Dreyfus ha definito l’episodio come un segnale preoccupante, sostenendo che alcune contestazioni contro Israele possano trasformarsi in manifestazioni di antisemitismo da parte dei proPal.
Nel commento diffuso dall’associazione viene evidenziato come il ritorno delle competizioni calcistiche avvenga in un clima già segnato da episodi controversi della precedente stagione, con il rischio che messaggi di odio possano trovare spazio negli ambienti sportivi.
Gli episodi precedenti tra Bologna, Udine e i Mondiali
La vicenda di Bergamo si inserisce in un contesto più ampio. Nell’autunno scorso, Bologna era stata coinvolta in violenti scontri provocati da gruppi di centri sociali e sostenitori proPal durante la partita di Eurolega tra la Virtus Bologna e il Maccabi Tel Aviv FC – מועדון הכדורסל מכבי ת”א.
Non erano mancate inoltre richieste, anche provenienti dal mondo politico, per impedire la disputa della partita tra le nazionali di Italia e Israele a Udine.
Durante i recenti Mondiali, inoltre, numerosi commenti pubblicati sui social network avevano mostrato contenuti giudicati fortemente antisemiti, alimentando ulteriori preoccupazioni sulla diffusione dell’odio nelle manifestazioni sportive.
Misure straordinarie per proteggere i tifosi israeliani
Per la partita di Bergamo erano arrivati circa cento tifosi israeliani, accolti anche da un presidio con lo slogan “Show Hapoel the red card – Fuori il sionismo dallo sport”.
Le autorità hanno adottato misure di sicurezza particolarmente elevate. Le forze dell’ordine hanno vietato all’interno dello stadio l’ingresso di bandiere palestinesi considerate provocatorie e hanno predisposto un dispositivo speciale per la gestione dell’ordine pubblico.
Sono stati coinvolti anche reparti con competenze specifiche nel settore dell’antiterrorismo. Inoltre, grazie a un accordo tra Prefettura ed Enac, è stato stabilito il divieto di sorvolo dello stadio da parte di droni.
Un segnale d’allarme per il futuro dei campionati
Il clima vissuto a Bergamo è stato descritto come una situazione lontana dalla normale atmosfera sportiva, con controlli e misure preventive tipiche di scenari ad alta tensione.
Il messaggio finale del Progetto Dreyfus richiama alla necessità di mantenere alta l’attenzione affinché l’antisemitismo non trovi spazio negli stadi e affinché lo sport continui a rappresentare un luogo di confronto, rispetto e partecipazione.
La fonte originale indicata è Il Foglio, mentre il commento del post è attribuito al Progetto Dreyfus.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.